Annata 2010: una sfida per i viticoltori tedeschi

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

[caption id="attachment_8635" align="alignnone" width="576" caption="Foto: Jeremy Keith / Flickr / CC "][/caption]

Cosa abbiamo, cosa…l’intero mondo della rete non discute dell’annata del 2010 prima e durante la vendemmia ma quando si è quasi alla fine. C’è stato di tutto, dagli elenchi obiettivi e realistici relativi a foto al limite della norma dei grappoli fino alle critiche più aspre (il 2010 è stata un’annata del cavolo). Il danno è stato fatto e molto grave. I primi commercianti hanno già detto che del “vino del 2010” farebbero volentieri a meno e quasi nessun appassionato di vino nelle scorse settimane si è mostrato bonariamente fiducioso nei confronti dei viticoltori. Tutte sciocchezze, modi per creare panico e giudizi affrettati.

Come abbiamo detto e ripetuto qui nel nostro blog già molte volte, il 2010 è stato tutt'altro che un anno facile. Ma non è nemmeno una brutta annata. Proprio il contrario, invece. Come siamo arrivati a questa conclusione? E’ semplice: stamattina di punto in bianco abbiamo fatto una degustazione dai circa 50 barili campione. I vini giovani che stanno ancora maturando, hanno subito smesso di fermentare, o semplicemente hanno fatto una breve pausa. Per farla breve: la prova è stata stupefacente. I vini sono limpidi, l'acidità non disturba affatto. E non stiamo parlando ora dei vinelli da tavola gradevoli e giovani, ma di tutta la gamma.

Ovviamente è troppo presto per classificare definitivamente l’annata, almeno per quanto riguarda la sua "grandezza". E ovviamente non è neanche facile in questa fase, anche se in realtà chi è “del mestiere”, dovrebbe essere in grado di farlo. Il "vino del 2010" non è assolutamente cattivo. E in particolare non lo è dove si è lavorato meticolosamente e scrupolosamente. Certo, ancora una volta queste banalità sul lavoro "scrupoloso e meticoloso". Purtroppo, si è abusato oltremodo di tali termini negli ultimi anni. Talmente tanto che ora non ci crede quasi più nessuno. Ed è un peccato, un vero peccato. E non va meglio nemmeno ai termini  "terroir" e "fermentazione spontanea".

Allora, niente paura per il "vino del 2010". Avvicinatevi alla merce e fatevi un’idea vostra (l'anno prossimo). E ancora una piccola previsione: questo sarà l'anno dei vini pregiati a residuo zuccherino e dei vini pregiati da vendemmia tardiva. E un "grande" :-) :-) :-)

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