Cartografia alternativa: mappe digitali e attivismo per cambiare il mondo

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

Nei paesi del Sud, cartografi dilettanti disegnano le infrastrutture delle aree che ad oggi non sono ancora state prese in considerazione.

Kibera è in Kenia, più precisamente a Nairobi e appartiene ad una delle più grandi aree urbane informali in Africa. Ma sulla maggior parte delle mappe della capitale del Kenya, Kibera è solo uno spazio vuoto, nonostante nei soli 2,5 chilometri quadrati che lo costituiscono vivano fino a mezzo milione di persone. Molti di loro non hanno accesso all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie. La mancanza di partecipazione della popolazione ai progetti ufficiali delle infrastrutture insieme alle informazioni approssimative sul territorio rendono difficile ad oggi l'amministrazione di questo quartiere densamente popolato. Le mappe stampate sono – se esistono - sono molto imprecise.



Il Progetto Map Kibera nasce con l’intento di fornire un aiuto per l’orientamento. L'obiettivo è una cartina liberamente accessibile e gratuita, che rappresenti nel modo più ampio possibile il quartiere con tutte le caratteristiche locali. La mappa non è realizzata da cartografi professionisti, ma dalla popolazione stessa. Con l'aiuto di dispositivi GPS, i cosiddetti Mapper registrano i luoghi primari per l'assistenza sanitaria, le discariche o i luoghi in cui è ancora presente l'acqua potabile. I mapper sono giovani donne e uomini, vengono da Kibera, e più precisamente dai 13 diversi "villaggi" che compongono l'area. Il loro lavoro nei mesi ha prodotto una mappa dettagliata, che getta uno sguardo nuovo sulla vita a Kibera e individua i problemi, ma anche le possibili soluzioni. Regynnah Awino, una dei Mapper, racconta, come la sua carta è stata accolta dalla comunità locale : "Durante una manifestazione, abbiamo discusso con un gruppo di giovani donne chiamato Binti Pamoja, che aiuta le donne vittime della violenza maschile. Non abbiamo parlato solo di quello che avevamo trovato, ma anche dei luoghi che dal loro punto di vista sono pericolosi o sicuri per le giovani donne. Così non abbiamo solo ottenuto informazioni a livello locale, ma abbiamo anche visto che la comunità risponde positivamente. "

Progetti simili a quello di Kibera sono presenti nelle Favelas in Brasile. In India questo tipo di mappe digitali ha contribuito a fare rivendicazioni di proprietà o a mostrare le discriminazioni nelle circoscrizioni elettorali. Non ci sono limiti all’inventiva. Jeffrey Warren di Grassrootsmapping.org ha messo a punto un kit per scattare gratuitamente fotografie dall’alto. Con l'aiuto di piccoli palloni ad aria calda, una semplice fotocamera digitale viene trasportata a determinate altezze sfruttando il vento, ed ha mostrato recentemente l'effetto della fuoriuscita di petrolio sulle spiaggie del Golfo del Messico. Ogni manciata di secondi, la macchina fotografica ha scattato una foto, e dal mosaico delle immagini è venuta fuori una panoramica simile a quella che si ottiene con le immagini satellitari, ma senza i costi elevati delle licenze per usi commerciali.

[caption id="attachment_2107" align="aligncenter" width="511" caption="Foto Jeferonix/Jeff Warren – Licenza CC BY-NC-SA"][/caption]


Molte delle informazioni così ottenute finiscono nel progetto OpenStreetMap.org, che - similmente all'approccio di Wikipedia - vuole creare una mappa libera del mondo. In paesi come la Germania, la cartina preparata da volontari è già più dettagliata delle mappe di Google, ed offre, ad esempio mappe per escursioni a piedi o in bicicletta da scaricare gratuitamente. Sulla carta, sono registrate molte delle cose che mancano nei prodotti commerciali, come mostra il progetto Wheelmap.org. Di recente sono stati raccolti e inseriti i luoghi liberi da barriere architettoniche in Germania. Via Internet o tramite cellulare, si può cercare il bar più vicino con accesso per disabili oppure si può aggiungere personalmente un nuovo posto libero dalle barriere.

Anche nel sud dell’Africa i promotori di “Stop-Stock-Outs" (Stop alla mancanza di rifornimenti) contano sulla collaborazione dei cittadini. Sono proprio le persone nei paesi in via di sviluppo a trovarsi di fronte a un’insufficiente distribuzione di farmaci essenziali, e sebbene i rifornimenti sanitari di base dovrebbero essere garantiti, non di rado l'accesso ad essi è ostacolato dalla corruzione. Chi subisce i danni può ora comunicare via SMS lo stato d'emergenza del luogo. La notizia finisce su una mappa su Internet e mostra i disservizi in un confronto locale.

Un altro tipo di approccio è quello di visualizzare le informazioni disponibili o grandi quantità di dati con l'aiuto delle mappe. Molte delle informazioni contengono geo-dati e possono essere rappresentate anche geograficamente. Un esempio è la pagina web Frankfurt-Gestalten.de, dove i temi della politica locale vengono esplicitamente presentati su una mappa. Qui, ogni cittadino può abbonarsi per ricevere informazioni aggiornate sul quartiere e discutere online le decisioni dei consiglieri locali. È sempre necessaria una combinazione coerente di informazioni e di mappe.



Gli attivisti seguono anche le vie tradizionali. I collaboratori del Cedar Grove Institute for Sustainable Communities hanno intervistato le famiglie nella piccola città di Zanesville City negli Stati Uniti, da cui per anni erano arrivate le proteste da parte dei residenti per l'approvvigionamento di acqua insufficiente. A seguito delle interviste è stata creata una mappa che ha rivelato chiaramente che approvvigionamento di acqua era disuguale. Sono risultati particolarmente svantaggiati i quartieri con un’alta percentuale di popolazione nera.

Ma le mappe di per sé non sono trasparenti, nella storia della cartografia spesso erano al servizio unilaterale del potere o erano utilizzate indebitamente a fini propagandistici. Inoltre la pubblicazione di determinate informazioni, costituisce una violazione della privacy. Per questo bisognerebbe preventivamente discutere le conseguenze di una pubblicazione con i soggetti interessati. Comunque, i dati, se possibile, dovrebbero essere resi completamente anonimi. La trasparenza potrebbe anche risultare controproducente in quanto le conoscenze indigene delle tribù indiane potrebbero essere sfruttate commercialmente (materie prime). Tuttavia con le carte le tribù possono anche far valere di più le loro rivendicazioni territoriali.

Proprio per la crescente ricchezza dei dati, le mappe digitali offrono un modo per ridurre la complessità e guardare ai problemi da diverse angolazioni. Esse offrono uno straordinario potenziale per la diffusione delle informazioni, soprattutto se i cittadini stessi possono contribuire con dati sulle regioni e creare facilmente le proprie mappe, cosa che in precedenza è stata possibile solo per le società o le organizzazioni. Anche se questo attivismo cartografico (Maptivism) digitale è solo nella sua fase iniziale, rappresenta una nuova forma di impegno civile per una maggiore trasparenza e partecipazione.

L’articolo è apparso per la prima volta nella rivista Kulturaustausch – Zeitschrift für internationale Perspektiven, nel numero di Luglio 2010.

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