Il corpo umano, una macchina straordinaria

Pubblicato il da Sara Gianfelici


Fritz Kahn fu un uomo notevole - scienziato, ginecologo, artista, un uomo poliedrico - e alla fine un rifugiato tedesco negli USA dalla Germania nazista. Ha prodotto una serie di immagini straordinarie in cui ha ritratto il corpo umano come una macchina.


Questo è il suo quadro più celebrato, L'Uomo come Palazzo Industriale (del 1927). I suoi dettagli sono stupefacenti per quanto sono intricati e accurati insieme. Questa è l'opera di un vero genio. Mi piace davvero.


Ma sono anche provocato da quest'opera. Perché illustra, non so se intenzionalmente o meno (e non conosco abbastanza Kahn per dire quale delle due) una visione prevalentemente modernista per cui siamo mucchi di pelle di sostanze chimiche, preprogrammati per certe funzioni biologiche come conseguenza di un qualche processo evolutivo omnicomprensivo ma chiuso. Questo si combina bene con un'agenda illuminista che Os Guinness riassunse così brillantemente:



Lo scopo della modernità ‘conoscere ogni cosa in modo da predire ogni cosa in modo da controllare ogni cosa.’


Ma la realtà è che ci sono così tante cose attorno a noi che non hanno senso o che non si adattano alle nostre categorie. Adesso, perfavore prendete nota. Questo non è uno sbraitone anti-scienza. La scienza è una nobile ricerca - che cerca di capire e di spiegare. Al meglio, è capace di fare prodigi di guarigioni, e di recupero. Ma è davvero solo una questione di tempo prima che capiamo ogni cosa di noi stessi? Oppure ci sono aspetti della nostra umanità che semplicemente non ricadono nelle categorie scientifiche? Non c'è forse un fantasma nella macchina?


Ho il sospetto che questo faceva parte del qualcosa a cui stava alludendo Churchill in un discorso alla House of Commons del 1950:


L'uomo in questo momento della sua storia si è innalzato ad una supremazia maggiore delle forze della natura di quanto egli abbia mai sognato prima. Ha il potere di risolvere abbastanza facilmente i problemni dell'esistenza naturale. Ha conquistato le bestie feroci, e ha conquistato gli insetti e i microbi. Là si trova innanzi a lui, se egli lo desidera, un'età d'oro di pace e di progresso. Tutto ciò è nelle sue mani. Deve solo conquistare l'ultimo ed il suo più acerrimo nemico - se stesso.


O come la raccontò il controverso ma influente filosofo Martin Heidegger:


Nessuna epoca conosce così tanto e così tante cose sull'uomo di quanto non conosca la nostra, eppure nessuna epoca conosce meno della nostra che cosa sia l'uomo.


Non metteteci il ‘Dio dei vuoti’ ma il Dio del cosmo - la causa ultima e il motore di ogni aspetto dell'universo. Come disse Martin Luther King quando accettò il suo Premio Nobel per la Pace nel 1964:


Mi rifiuto di credere alla nozione che l'uomo sia un mero relitto galleggiante nel fiume della vita... incapace di rispondere all'eterno senso di dovere che sempre si trova ad affrontare.


Questo è ciò che soggiaceva alla filosofia politica di Luther King – e in effetti, essere fatti a immagine di Dio era il cuore della sua convinzione che abbiamo eguale valore come esseri umani, senza distinzione di razza, situazione sociale o qualuqnue altra divisione (come Tim Keller esplora nel suo recente ed eccellente Generous Justice).


Ma è proprio difficile trarne questo. E' anche impossibile categorizzarlo in una casella di posta amica dei laboratori.


Beh, questo è quanto per le divagazioni. Sono tutte una scusa per postare questa fenomenale, recente animazione dell'immagine di Kahn. Riesce a dare vita al quadro fedelmente e brillantemente, con alcuni effetti davvero strepitosi. Godetevelo!




Der Mensch als Industriepalast [L'Uomo come Palazzo Industriale] da Henning Lederer su Vimeo.

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