La crisi finanziaria vista dalla Germania: di abusi e regole

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

Che i banchieri abbiano piazzato scommesse a favore e contro l’economia (e ancora lo fanno), con rischio immensamente alto e danni enormi per l’ "economia reale", in parte ai margini della legalità e, in alcuni casi, completamente fuori dalla legittimità, è un fatto che è stato condannato all’unanimità dal pubblico, dai media, e dalla politica. Soprattutto i conservatori si sono affannati a invocare l’immagine dell’"uomo d’affari onesto", del "banchiere onesto". Si è tenuto un dibattito morale sulla criminalità e sulle punizioni, che ha cercato di scaricare la colpa morale e giuridica sull’individuo. Il costruttore statunitense, che per anni ha finanziato una casa troppo grande e che in realtà non poteva permettersi, in parte con l’approvazione del governo attraverso Fannie e Freddie, è stato deriso e ridicolizzato.

I "greci in bancarotta" (secondo BILD), sono stati cortesemente sollecitati a vendere la loro isola. Alcuni nel sistema sociale tedesco portano avanti una finta battaglia contro la "mentalità parassita" e "la cultura dell’abuso sociale". Sono di nuovo in voga le battute di caccia contro turchi e arabi che si suppone ottengano sistematicamente benefici dall’assistenza sociale in modo fraudolento. Si parla di una "industria dell’assistenza sociale".

Queste linee di ragionamento, per quanto differenti, hanno qualcosa in comune: non sono rivolte alla soluzione e si adattano più alle pagine culturali che a quelle politiche. E tuttavia, vengono presentate e discusse proprio in queste pagine.

Perché? Perché è più facile. Interrogarsi su una buona normativa per il settore finanziario è complicato e non ottiene molto favore di pubblico. (Far pagare un’ammenda alle banche è ancora più complicato.) Inoltre il sistema sociale tedesco non si presta a soluzioni semplici.

Però un sistema che invita ad un uso improprio sarà oggetto di abusi. Che si tratti di  agenti delle tasse inadeguati in Grecia, o di una normativa inadatta per il settore finanziario, o ancora di ambiguità nella rete di sicurezza sociale. Che si entri o si esca da quella zona grigia al confine tra giustizia e ingiustizia, in questo caso è solo secondariamente rilevante.

L’abuso e l’opportunità di abusare, tuttavia, sono veleno per la pace sociale.

Quindi, solo regole e direttive chiare potrebbero rappresentare una soluzione. Credere nella bontà dell’uomo è bello ed estremamente morale, ma non può assolutamente essere una linea guida per la pratica politica.

Il sistema sociale ha carenze che vengono sfruttate? Bisogna colmare le lacune e rafforzare i controlli. Il settore finanziario sta minacciando l’economia mondiale e rischia di trascinare il mondo nell’abisso? Bisogna analizzare dove è il problema e introdurre e applicare regole vere. In Grecia, l’indice di spesa è troppo basso e la gente non paga le tasse? Bisogna formare gli agenti delle tasse e imporre sanzioni severe contro la corruzione.

In generale vale ciò che segue: più il sistema è semplice, meno specifiche sono le norme, più l’abuso diventa difficile. Non si tratta tuttavia di un’arringa a favore della semplicità totale: eliminare completamente gli abusi, in qualsiasi sistema, è impossibile. A meno che non si elimini completamente il sistema.

Infine: malgrado i fatti sopra descritti, il furbo, che si riserva il meglio, non può essere esente dalla responsabilità morale dei propri fatti e delle proprie azioni. La disapprovazione e la condanna devono essere una certezza per i Zumwinkel* e Florida-Rolfs** di questa Repubblica, ed è giusta la scomunica sociale che in questo modo li colpisce. Che la politica abbia un ruolo nella questione, è solo ragionevole. Ma non è sufficiente, non a lungo termine.

Nota dell’editore:
* Klaus Zumwinkel, ex amministratore delegato di Deutsche Post, colpevole di frode fiscale.
** "Florida-Rolf", un tedesco beneficiario dell’assistenza sociale, ha scatenato uno scandalo, quando nel 2003, si è saputo che viveva con i soldi dell’assistenza sociale in un elegante quartiere a Miami Beach.

Con tag Economia

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