Digital Economy Bill: la Gran Bretagna testa nuove misure per la protezione del diritto d’autore

Pubblicato il da Rossella Cadeddu


Con il "Digital Economy Bill" la Gran Bretagna diventerà un laboratorio di ricerca per l’applicazione forzata, assistita dai provider, del diritto d’autore nella rete. Per questo motivo la legge è stata studiata come processo di laboratorio“trial-and-error”, i risultati della quale potranno influenzare in modo determinante il dibattito nel nostro paese.

Qui da noi in Germania si è sorprendentemente tranquilli rispetto alla legge "Digital Economy", che è passata alla Camera dei Comuni inglese [ad aprile]. Il governo laburista, poco prima delle elezioni, ha fatto passare una legge che dovrebbe proteggere meglio l’industria dei media contro la violazione del copyright. Data l’importanza internazionale della musica e dell’industria dei media della Gran Bretagna, il paese si è sentito in obbligo di aiutare, in modo particolare, questo settore.

La legge non contiene un modello Three-Strikes in senso classico - ma indubbiamente delle ammende variabili contro il download illegale. I provider dovranno inviare lettere di sollecito ai propri utenti con l’indicazione dei titolari del copyright. Se le lettere non dovessero essere efficaci, la OFCOM, l’autorità di regolamentazione, stabilirà delle sanzioni tecniche che potranno variare da una riduzione della velocità di accesso, all’interruzione dell’accesso a Internet.
Con il "Digital Economy Bill" la Gran Bretagna diventerà un banco di prova fondamentale per l’applicazione forzata di una normativa per il rispetto del diritto d’autore online. Persino qui da noi verrà osservata meticolosamente questa rischiosa ricerca di laboratorio in forma di paese: come reagiranno gli utenti? Quale portata avranno le “unintended consequences” ("conseguenze indesiderate")? A quanto ammonterà il giro d’affari delle industrie dei media?

A proposito di questa legge c’è da sottolineare che le misure sanzionatorie saranno sviluppate solo nel corso del tempo e solo sotto la supervisione di un’autorità di regolamentazione. Anche l’impostazione generale quindi è concepita come un processo " trial-and-error". Il Regno Unito diventa un laboratorio di ricerca per la scansione, assistita dai provider, della violazione del copyright su Internet.

Gli esiti di questo esperimento sono completamente imprevedibili. In ultima analisi, quando le cose saranno state collaudare, solo chi è a favore di un giusto equilibrio tra interessi degli utenti e dei diritti d’autore potrà gioire.

Quindi: anche di fronte all’applicazione forzata del copyright in realtà non si può che essere a favore della giustizia verso gli autori, se si dovesse dimostrare che queste misure sono sproporzionate. Probabilmente questo verrà fuori molto rapidamente dal laboratorio di ricerca del Regno Unito. Forse ne uscirà anche un modello praticabile e un nuovo compromesso, che alla fine, sarà accolto con favore.

Tuttavia, per chi di per sé è contro una applicazione più massiccia del diritto d’autore in rete, i provvedimenti del Regno Unito potrebbero essere fonte di preoccupazione. Il paese è in fin dei conti un modello di confronto per la regolamentazione dei media qui da noi.

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