Disgrazia di Duisburg: una blogger tedesca in lutto

Pubblicato il da Rossella Cadeddu



Cosa pensa uno, quando è in preda al panico? Se improvvisamente, in mezzo a una enorme massa di persone, si comincia a sudare, a diventare nervosi e demoralizzati e si viene spintonati, l'odore pesante di alcol e sigarette nell’aria –  sentire le urla sempre più forti,  cominciare a correre, vedere, con una rapida occhiata verso il basso forse un volto, che con occhi vuoti e inespressivi guarda verso l'alto, accalcarsi,  tenersi veramente a galla, anche i soccorritori che affogano –

L’autocontrollo è già difficile, figuriamoci controllare gli altri. Nella mia corteccia cerebrale è si è conficcata la domanda, subdola e lacerante, cosa avresti fatto - ma non avrei potuto fare altro, la domanda è lì solo per sensibilizzare me stessa, per aprire il mio cuore e non guardare semplicemente altrove – avresti potuto esserci tu all'ultimo Rave – Rave che sono completamente disorganizzati e non controllati. Avrebbe potuto essere la fabbrica del ghiaccio in fiamme. Siamo così irresponsabili in tutto, e poi incontri qualcuno che confida nella responsabilità e nella scrupolosità -

C’è da chiedersi chi mai può assumersene la responsabilità - quando perfino l’organizzazione più rigorosa è inutile. Pelle d'oca sul collo - quelli eravamo noi. Quella era la nostra gente, bambini che volevano sentire il ritmo sotto la pelle. Niente “Druffi”, niente teppisti, nessuna battaglia arbitraria contro l’autorità statale, solo una morte arbitraria che è stata completamente inutile, e le conseguenze, che non si possono valutare. Quando le parole non sono più vuote. Quando i genitori crollano in silenzio. Quando il datore di lavoro lascia cadere stordito il ricevitore. Quando i paramedici sono sopraffatti non dalla routine, ma dall’orrore assoluto. Quando i funzionari devono giustificarsi da soli. Quando la terra continua a girare per tutti gli altri, e la festa continua fino al domani - solo per le persone che oggi non sono state vittime sacrificali per niente.

Oggi non ci sono eroi. Mi dispiace infinitamente.

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