Che fare se ci si smarrisce in un bosco?

Pubblicato il da Margherita Guastamacchia



Ogni anno centinaia di persone si perdono nei boschi di tutto il mondo: proprio perché perdersi in un bosco è più facile di quello che sembra. Ma, perché ci si perde con tanta facilità? Che succede quando si deambula senza meta? Cosa bisogna fare per farsi ritrovare velocemente?

Le guide esperte indicano che una persona normale lascia dietro di sé almeno 2.000 piste ogni chilometro percorso. Impronte, rami rotti, una zolla di fango, una zona d’erba calpestata. Una squadra di guide, separate tra loro da uno spazio di 3 metri, è in grado di identificare generalmente il 95% delle piste utili. Se si separassero di 15 metri,  scoprirebbero solo il 75% degli indizi.

La condotta di una persona smarrita è stata ampiamente studiata nel libro di William Syrotuck un pioniere in questo campo, che riportò i dati su centinaia di persone smarritesi in diversi punti degli Stati Uniti. Riuscì addirittura a determinare che tipo di persona può essere ritrovata iin un determinato posto.

La cosa più importante per ritrovare una persona, quindi, sono i suoi dati: età ed attività all’aria aperta.

Non è necessaria una biografia dettagliata e nemmeno un profilo psicologico. E’ sufficiente solo l’informazione basica. “ E’ più importante renderci conto che una percentuale conosciuta del totale delle persone smarrite si trova nel raggio di due o tre km dal punto di partenza e non sapere come ci siano arrivate”.

La maggior difficoltà che si presenta ad una persona che si perde in un bosco è la paura. La paura attiva i muscoli delle gambe. Le persone che si smarriscono entrano in un tale stato di panico che non possono evitare di camminare o addirittura correre in forma sconclusionata, tanto da dimenticare di cercare acqua e cibo nei propri zaini.

Ma non tutti reagiscono con tanta intensità. Per esempio, i cacciatori, che si perdono molto frequentemente, normalmente vengono trovati a solo 1, 5- 4,5 km dal punto di partenza.

Gli escursionisti in generale dipendono molto dai sentieri e non portano mai con `se bussole o mappe, così anche anche loro si muovono nel raggio di 1,5- 4,5 km.

I bambini piccoli, d’età compresa tra 1 e 6 anni, si spostano generalmente solo di un paio di chilometri.

I più piccini, minori di 3 anni, non sono consapevoli di essersi persi. Si separano dai genitori, non sanno ritrovare la Strada e cominciano a camminare senza meta, anche se normalmente non vanno Molto lontani. Di solito vengono trovati addormentati. Ovviamente i bambini tra i 3 ed i 6 anni si muovono di più e capiscono d’essersi persi. Sanno prendesi cura di se stessi meglio che i bimbi più grandicelli e spesso anche degli adulti. Si trovano un riparo quando piove, dormono in grotte o tane. Normalmente sono “resistenti strani”

Uno dei gruppi più pericolosi è quello dei bimbi tra i 7 ed i 12 anni. Cominciano a correre quando si perdono e non rispondono alle ricerche fino a quando non vengono vinti dalla fame e dal freddo, per paura d’essere castigati.

Gli anziani sono i più facili da ritrovare: camminano appena e si costruiscono dei rifugi dove aspettare le ricerche.

Il consiglio fondamentale che si deve dare a chi si perde: che resti dov’è o che cerchi una zona aperta dagli alberi, nei dintorni

Via |Il club dei sopravvissuti di  Ben Sherwood

Con tag Sport

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post