G20: l'Europa, una potenza di secondo piano

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[caption id="attachment_11163" align="aligncenter" width="500" caption="Foto Flickr/Gobierno federal con licenza CC"][/caption]

Scivola in secondo piano l’Unione europea davanti al braccio di ferro tra i colossi americano e cinese al G20 di Seul su commercio e valute. E anche la potente Germania di Angela Merkel, la piu’ ‘battagliera’ alla vigilia, e’ costretta ad un passo indietro davanti al crescente peso di Brasile e India: il vertice sudcoreano segna un’altra tappa del progressivo ma inesorabile spostamento degli equilibri mondiali verso Oriente, con gli Stati Uniti in affanno e l’Asia che si consolida sempre piu’ come nuovo baricentro decisionale.


Nonostante i presidenti Ue, Herman Van Rompuy, e della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, si siano detti soddisfatti perche’ Bruxelles ”ha aiutato” il consenso su ”soluzioni cooperative” sulle questioni di cambi e commercio, il G2, Washington e Pechino, ha polarizzato lo scontro al summit dei Grandi della Terra, dove le venti principali economie sviluppate ed emergenti hanno fatto solo un mezzo passo in avanti sulla ‘guerra delle monete’, rinviando ogni soluzione a tempi migliori.


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L’agenda dei lavori del G20 (e del G8) si appresta a passare, da ora fino al vertice del 3-4 novembre 2011 di Cannes, sotto la presidenza della Francia di Nicolas Sarkozy, che sara’ sostenuto dall’Fmi, il Fondo monetario internazionale (Fmi) di Dominique Strauss-Kahn, accreditato come suo principale avversario per le elezioni presidenziali del 2012. Rispetto al comunicato del G20 finanza  di Gyeongju, sempre in Corea del Sud, l’annotazione piu’ rilevante apportata dal vertice di Seul e’ stata infatti quella di assegnare all’Fmi l’incarico di elaborare parametri e di valutare, poi, le politiche dei singoli Paesi allo scopo di ridurre gli squilibri commerciali, considerati fattori di rischio per la crescita mondiale.


”La realta’ di un’economia globalizzata richiede a tutti maggiore collaborazione”, ha detto Strauss-Kahn incontrando la stampa a fine summit. ”Il lavoro non e’ facile, ma in questo senso il G20 mi ricorda la costituzione dell’Unione europea e credo si sia trattato di un summit di svolta con il quale il G20 puo’ diventare il forum permanente per fronteggiare questioni globali, non solo economiche. Noi prenderemo in esame le politiche degli altri Paesi: il Fondo avra’ un ruolo di giudice, ma in nessun caso di dittatore dell’economia mondiale”. L’istituzione di Washington fara’ un esame, ma senza poteri sanzionatori, perche’ sara’ lo stesso G20, ”nella prima meta’ del 2011, a fare le sue valutazioni, e nella seconda proveremo a raggiungere un accordo”, ha osservato da parte sua Sarkozy, presentando le principali linee guida della sua presidenza. ”Sulla riforma del sistema monetario internazionale, il G20, per la prima volta, ha indicato che il suo scopo e’ di definire un nuovo sistema, piu’ stabile e resistente, che includa – ha aggiunto – il multimonetarismo, non piu’ una principale valuta (il dollaro, ndr), e ha chiesto all’Fmi di sviluppare il piano e dato mandato alla presidenza francese di raggiungere la meta”. Una presidenza del G20 all’insegna del ”realismo e della responsabilita”’, ha concluso l’inquilino dell’Eliseo, ricordando che avra’ incontri sulla ricca agenda di lavori col presidente Usa, Barack Obama, il sudafricano Jacob Zuma, e, gia’ a dicembre, col ‘rivale’ Strauss-Kahn.


fonte: ANSA

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