Germania: i test di intelligenza per gli immigrati fanno polemica

Pubblicato il da Rossella Cadeddu



[caption id="attachment_3018" align="alignleft" width="240" caption="Foto Motograf/flickr con licenza Creative Commons"][/caption]

Sarebbe assolutamente rinfrancante se anche l’Unione a volte facesse delle dichiarazioni che sarebbe troppo facile aspettarsi solo dalla sinistra. Peter Trapp, che probabilmente è uno dei personaggi più importanti nella associazione nazionale berlinese della CDU anche se, forse, quasi nessuno lo conosce, ha dichiarato quanto segue:

"Dobbiamo definire dei parametri per l’immigrazione da cui il nostro Paese possa veramente trarre beneficio. Uno dei criteri, oltre a una buona formazione e alle qualifiche professionali, deve essere anche l'intelligenza. Io sono a favore dei test di intelligenza per gli immigrati."

Il suo collega, Markus Ferber della Bavaria batte sullo stesso chiodo e porta anche un esempio concreto di questa pratica:
"Il Canada è molto più avanti su questo e pretende dai bambini immigrati un più alto quoziente d'intelligenza rispetto ai bambini nativi. I motivi umanitari, come il ricongiungimento familiare non possono essere a lungo termine l'unico criterio per l'immigrazione ".

La provocazione è riuscita ed è interessante che, nonostante la “stagione morta” dia ancora sempre abbastanza da fare, i Mondiali di calcio, la crisi finanziaria, il vertice del G8 e la continua trasformazione del Golfo del Messico in una tanica di petrolio, nonostante tutto ciò, sembra, che anche questa estate dei politici sconosciuti riescano a trovare un loro ruolo. Lo trovo davvero degno di nota. Ma torniamo al tema in questione. I test di intelligenza quindi, che decideranno se qualcuno può emigrare in Germania. I Grüne Jugend (la sezione giovanile dei Verdi) li definiscono "razzisti", anche se, personalmente, almeno nelle citazioni di cui sopra, non ritengo che vengano effettivamente fatte distinzioni tra le diverse nazionalità di coloro che intendono immigrare, che sarebbe sì, il requisito di base per un accusa di razzismo. E poiché in un modo o nell’altro la normativa per l’immigrazione da noi sembra soggetta a criteri variabili, onestamente non ci trovo nulla di così orribile a volerli ampliare un po’ di più. Forse ci si potrebbe chiedere se di norma è giusto basare l’immigrazione su criteri diversi dal “costui vuole vivere qui”. Ma quanto meno a livello morale e logico, trovo assolutamente giusto prendere almeno una volta in considerazione l'intelligenza. E tuttavia non lo farei. Perché in realtà non importa se un immigrato è intelligente o meno – che vantaggio ne trarrei io, se in Germania venissero solo le persone intelligenti? Sarebbe molto più importante che gli immigrati portassero con se quelle competenze che, in questo momento, mancano in Germania. A volte potrà anche essere l'intelligenza, ma probabilmente sono molto più richieste particolari competenze acquisite (volgarmente detto anche personale specializzato). Quando infine sarà introdotta una corposa tassa sulla proprietà, improvvisamente forse saranno le persone con un sacco di soldi ad essere i benvenuti come immigrati. Chissà…  Comunque per stabilire un qualche criterio per l’immigrazione, è legittimo che venga presa in considerazione anche l'intelligenza. Il problema più grosso qui è che l'intelligenza non può essere veramente misurata in modo oggettivo (in ogni caso per "i test di intelligenza" ci si può preparare, se si vuole) - ed è comunque da vedere se il progresso di un paese dipende davvero da quanto uno è intelligente. Tra l’altro è anche da vedere quanto sia intelligente da parte della sinistra, etichettare immediatamente tali criteri come "razzisti!". Perché mi sembra chiaro che una politica di immigrazione senza nessun criterio, come ad esempio il livello di educazione, a lungo termine porterebbe lo stato sociale alla rovina.

Con tag Germania

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post