L’Esposizione Universale di Shanghai: costruito in fretta, demolito in fretta!

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

[caption id="attachment_8307" align="aligncenter" width="538" caption=" Foto: Shangai Shiok"][/caption]

Che la Cina sia leader a livello mondiale in termini di velocità di costruzione, di certo non è più un segreto e così l' EXPO sta scomparendo altrettanto rapidamente di come era stato costruito. Fino ad ora l’EXPO più grande e di maggior successo con 70 milioni di visitatori (rispetto a Hannover, 18 milioni) dopo aver chiuso i battenti il 31.10., si è trasformata oggi nella più grande area di demolizione al mondo. Come da regolamento la maggior parte dei padiglioni dell'Expo è destinata a scomparire. Nella zona ampia circa 5 km ² verranno mantenuti solo una sala eventi e pochi altri edifici di prestigio. Già prima che arrivassero le ruspe, alcuni paesi avevano messo all'asta i loro padiglioni, per offrir loro una seconda vita. Gli svizzeri sono stati i primi a battere all'asta il loro padiglione, l’attrazione degli impianti di risalita inhouse probabilmente sarà ricostruita nella città di Hangzhou che ha 6 milioni di abitanti. In un'asta online una società di costruzione cinese si è aggiudicata per appena 1 milione di dollari l’ambito pezzo di Svizzera.

Alla palla demolitrice dell’Expo è sfuggito anche il padiglione cinese, che per via del suo grande successo (tempi di attesa di circa 7-9 ore durante la manifestazione) sarà aperto anche nel mese di dicembre. Altrimenti sarebbero arrivati i bulldozer. Come tanti altri anche il padiglione tedesco, che a ragione ha ricevuto il premio per la miglior concretizzazione del motto "Better City, Better Life", dovrà lasciare il suo posto. Si può vedere come i progettisti hanno immaginato sarà l’area in futuro osservando la zona adiacente all’EXPO Village. Qui gli Architetti dell’HPP di Dusseldorf hanno mostrato come saranno gli edifici del futuro in Cina.


Ma prima di questo, c’è ancora tanto da fare! All’ EXPO, lavora una schiera di operai di demolizione da un padiglione all’altro - ciò che resta non sono altro che macerie e cenere. L'area un tempo così dinamica assomiglia a una città fantasma in disfacimento. Tutto ciò che è ancora utilizzabile, soprattutto travi in acciaio e tutti i tipi di arredo urbano viene accatastato in attesa di una seconda vita. Di fronte alle macerie degli edifici rappresentativi dei paesi si fa strada una sgradevole sensazione di spreco - sì, viene davvero demolito tutto. L’ex-EXPO dice bai-bai! E si rimane di stucco nel vedere le imprese di demolizione che se ne vanno e le società di costruzione che avanzano. Foto via Shanghaishiok.com qui altre foto delle demolizioni.



Il padiglione della Corea del Nord prima ...                                                      ... e dopo

Nota degli Editori:

Anche la costruzione è rapida in Cina, come mostrato in questo video. L'hotel di 15 piani è stato costruito in 6 giorni, è ecosostenibile e dovrebbe resistere a un terremoto di magnitudo 9 (via Detailverliebt).

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