Leggere un testo sul web, un compito quasi impossibile

Pubblicato il da Rossella Cadeddu



[caption id="attachment_8844" align="alignleft" width="283" caption="Imagine: toettoet / Flickr /  Licenza CC"][/caption]

Politica, economia, articolo culturale, ricerca. Questo testo è stato diviso in cinque parti, purtroppo ha dovuto esserlo. Cliccate alle righe 1-2-3-4-5 e sarete indirizzati al testo corrispondente.

I testi digitali cambiano il nostro modo di leggere dicono i neuroscienziati: la lettura selettiva volta alla ricerca di informazioni sostituisce il “Deep Reading”. Una comprensione profonda che passa attraverso una riflessione personale oppure una sperimentazione successiva non trova posto nella lettura selettiva. Ma è  il mezzo digitale  la causa oppure ciò che noi facciamo dei testi?

Prima di continuare a leggere, osservate l’immagine a sinistra per favore. L’abbiamo aggiunta extra, perché aumenta la media di cliccaggio  di un fattore 3. L’abbiamo calcolata. E quello che è stato calcolato è questo. Non ci si può fare niente. Ora cliccate sulla freccia in modo che noi possiamo avere una Page Impres­sion (accesso alla pagina) in più e la vostra Text Impression è comunque terminata.

Il web viene letto al 90 percento sulle schermate di un pc, in tutto il mondo.  Le scritte pertanto sono più grandi che in un libro. Le conquiste tipografiche dei secoli passati come le rilegature purtroppo non vanno, e non vanno più nemmeno le spaziature e le suddivisioni ((la sottolineatura per avere informazioni pratiche su questi concetti, quando ci passate sopra con il mouse). La larghezza ottimale di una riga appartenente a secoli di esperienza di lettura andava benissimo, ma purtroppo abbiamo dovuto ridurre tale larghezza perché abbiamo bisogno di più spazio per altre cose. Tra parentesi a destra c’è un bel testo, nel caso non desideriate leggere più questo qui. Vorremmo anche far scorrere un po’ la pagina sull’ iPad, il New York Times da oggi in rete, via Chrome e così, FlipFlop.

Le frasi su internet sono brevi. Anche i pensieri complessi vengono espressi in 140 caratteri. Quello che non si riesce ad abbreviare in questo modo deve rimanere inespresso (temo che Rilke, agenzia di oggi, arriverebbe  direttamente attraverso  Ticker).

Scriviamo per il Web, ottimizzando le parole per il motore di ricerca, per farci trovare. Conoscete già la Keyword Density. (Un peccato per il modo di tenere alta la tensione soprattutto negli editoriali,  ma Google purtroppo non lo percepisce, e si preferisce mettere  la parola magica come titolo del paragrafo. Come l’assassino in un programma televisivo, dovremmo provare una volta, un'idea super!) E un Cross-link agli altri nostri siti aumenta il Pagerank – scusate per questo, ma altrimenti i nostri siti non si trovano in prima pagina su Google. I nostri testi sono circondati al 30% da contenuti navigabili, purtroppo devono esserci; non è molto diverso per i libri se si guarda ai lati. E sei banner pubblicitari per lato, che non hanno altro scopo che ... Ah, dove eravamo rimasti? Facciamola breve. Se ora, non volete più leggere, poco male. Comunque forse siete arrivati qui solo perché la nostra parola di ricerca su Google conduce qui in qualche modo, e nessuno sa perché? Sarebbe un peccato sprecare il vostro tempo e il nostro denaro per le parole di ricerca. A destra ci sono sempre altri articoli, oppure vi comprate ugualmente il bel libro qui.

E sopra, una banda da 100 Pixel che ci serve per il brand management, che deve essere in ogni pagina (sui libri mal si adatta su ogni pagina). Il nostro brand rappresenta il contenuto, ma purtroppo, , form follows function. E di gratuita c’è solo la morte (bel film, tra l’altro qui) Ah sapete, il link lo trovate anche da soli.

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