Minoranze: con il troppo attivismo ci si dimentica di vivere

Pubblicato il da Rossella Cadeddu


Un amico ed io stavamo cercando di approfondire il senso della vita, quando ho scoperto un grosso libro sulla sua scrivania la " Guida Galattica per Autostoppisti" Ah, che sorpresa! “Non sapevo proprio che il libro avesse anche elementi di politica!”, dico. “Infatti non li ha, in ogni caso non in senso classico”, mi risponde. “Ah ok”. Rifletto. “E che cosa si impara allora?” – “Niente. A parte forse, la completa mancanza di significato di concetti quali senso.” Lo guardo irritata. Anche lui mi guarda irritato. “Dimmi un po’ Kübra. Quand’è stata l’ultima volta che hai letto un libro per puro piacere?“

Non so come poteva apparire il mio viso in quel momento. Probabilmente come una macchina. Ma pensavo solo: dannazione. Non riesco a ricordarlo. Stavo di nuovo leggendo un volume sull’Islam e la Modernità. Tipico! Tipico delle minoranze, che si occupano di loro stesse. Non si viene ridotti a un’identità di minoranza solo dall’esterno, ma siamo noi stessi a farlo.

Gli Omossessuali, gli Ebrei, i Musulmani, i Neri, gli Stranieri e le Donne perciò sono semplicemente omossessuali, ebrei, musulmani, neri, stranieri e donne. E allora alla fine di queste strade a senso unico gli uomini risultano come Broder.

In realtà da musulmana vorrei non occuparmi così assiduamente dell’essere musulmani o di razzismo. Sarebbe molto bello se riuscissi ad occuparmi prevalentemente di arte. O se riuscissi a leggere un libro stupido.

Ma non ci riesco. Perchè gli uomini vengo trasformati in minoranze. Sono svantaggiati per via della loro identità. Quando le minoranze si occupano di discriminazione, si occupano soprattutto della gran parte della società. Fanno il loro dovere  prima delle prossime discussioni. Riflettono. Perchè ce n’è bisogno. E perchè di fronte alla nostra società essere diversi implica il dover chiedere scusa e giustificarsi.

Gli omosessuali devono spiegare ai più le loro relazioni sentimentali. E naturalmente dire quando si sono dichiarati pubblicamente omosessuali. Una ragazza con il velo deve saper spiegare perché porta il velo. E comunque deve difendere l’Islam e tutti i governi islamici del mondo. O la mia amica Pamela. Sua madre è tedesca, suo padre è originario del Burkina Faso. Con le nuove conoscenze deve raccontare in che modo si siano conosciuti i suoi genitori. Ci si sente in diritto di intromettersi nella sua vita privata.

Chiedere di per se non è una cosa brutta. Se in questi casi non fosse così scontato. Anche io rispondo volentieri alle domande. Ma la persona deve averlo chiesto in modo gentile. Il motivo fondamentale non deve essere il fatto di ritenere di aver diritto a queste informazioni.

Tuttavia, mi sono ritrovata spesso a scusarmi in anticipo per essermi allontanata dagli standard. Ho risposto a domande che il mio vicino di casa ancora non mi aveva posto. Devo leggere tutti i libri e gli articoli che possano trattare del tema dell’identità. E vedere tutti i film.

Al momento di salutarci il mio amico mi ha regalato il libro. Con una dedica: „Cara Kübra, qui c‘è qualcosa di diverso.“ Finalmente.

Questo articolo è stato pubblicato in precedenza su  taz.

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