I nostri jeans sono avvelenati!

Pubblicato il da Agnese Acerno

Quante ora a settimana portate i jeans? Calcolate, è molto semplice: "Io, bhe, dipende...", "Ah, per me è semplicissimo, porto solo quelli!", "Il fine settimana, ok, ma al lavoro è più difficile!".

Va bene, facciamo una piccola e modesta media: 12 ore a settimana. Ovvero l'equivalente di quasi 6 anni di vita.

Un paio di jeans è come una seconda pelle, segue la forma del nostro corpo, si sposa con la silhouette, disegna le cosce e il fondoschiena. Ebbene, questi jeans sono pieni di veleni: cromo, mercuro, piombo, e chi più ne ha più ne metta!

In un rapporto pubblicato il 1 dicembre, Greenpeace denuncia il modo in cui i jeans (indipendentemente dalla marca, dai più street ai più "alta moda") sono tinti, lavati e stone-washed (1) in Cina.

Il dott. Pascal Roux, direttore di Signaux Forts, un'agenzia specializzata in consigli, salute e ambiente, afferma:
Questi agenti chimici chiamati elementi-traccia metallici (una volta detti metalli pesanti) sono tossici per l'uomo essenzialmente per via alimentare o inalazione, molto più raramente per via cutanea. Coloro che corrono un rischio maggiore per l'esposizione ai vapori tossici sono quindi soprattutto gli operai delle industrie tessili, nei paesi in cui queste sostanze sono utilizzate senza protezione. Beninteso, anche tutte le popolazioni che consumano alimenti prodotti in un ambiente contaminato possono considerarsi a rischio".

E' vero che, a priori, non abbiamo l'abitudine di divorare i nostri jeans preferiti.

Tranne che... All'inizio degli anni 90 degli istituti indipendenti in tutto il mondo si sono associati per creare il marchio Oeko Tex al fine di rispondere al bisogno dei consumatori e del grande pubblico di trovare dei tessuti non rischiosi per la salute.

Coloranti cancerogeni e metalli pesanti sono ovviamenti messi al bando. Per quanto riguarda la questione dei jeans, la risposta è chiara: una pelle dal ph troppo acido, o la sudorazione, favoriscono gli scambi fra il nostro organismo e gli indumenti.

Riassumendo, per produrre i nostri jeans, si mette in pericolo la salute degli operai cinesi (spesso dei bambini) e delle popolazioni che vivono in un ambiente super inquinato. Ma anche noi consumatori, anche se i rischi sono minori, subiamo i danni di queste sostanze tossiche.



Il jeans è il simbolo della nostra libertà, della nostra giovinezza, delle rivolte, dei piaceri, della parità tra uomo e donna. E tutto questo vogliamo conservarlo! Ma non possiamo accettare di indossare su di noi, sulla nostra pelle, quella del nostro uomo e dei nostri figli tutte queste porcherie! E' tempo di riprendere in mano la situazione! Non lasciamo che gli industriali decidano per noi, riprendiamo in mano i nostri jeans!

No Ticket continuerà ad indagare, intervistare esperti, denunciare pratiche inaccettabili.

Ma anche voi, agite, esprimetevi. Fatelo attraverso la campagna I want Green Jeans ! lanciata oggi da No Ticket affinchè le nostre voci possano giungere fino ai fabbricanti.


(1) Trattamento che si effettua sul denim, il tessuto dei jeans, per fargli assumere un aspetto usato e vissuto. Consiste in un energico lavaggio in acqua con sfregamento di pietra pomice che graffia la superficie. [NdT]
stone-washed

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