La scansione dell'iride dei cittadini arriva in Messico

Pubblicato il da Alessandro Bortolazzo


[caption id="attachment_2447" align="alignright" width="150" caption="Foto: IRPC/Flickr, con licenza CC"][/caption]

Global Rainmakers Inc. (GRI), azienda specializzata in tecnologie biometriche, ha annunciato il 18 agosto che grazie ai suoi scanner per l'iride si potrà presto parlare di Leon come della "città più sicura del mondo".

Al confronto Street View e il geotagging fanno ridere i polli.
In collaborazione con la città di Leon, che con oltre un milione di abitanti è una delle municipalità più popolose del Messico, GRI si prepara a collocare i propri eye scanner in giro per la città. Aiutando in questo modo la polizia (e gli esperti di marketing) a rivoluzionare la nostra quotidianità. (“Iris Scanners Create the Most Secure City in the World. Welcome, Big Brother”, Fast Company)

Hector Hoyos, CEO di Global Rainmakers, ha dichiarato che questo progetto avrà effetti positivi sullo sviluppo delle tecniche per il riconoscimento dell'iride e ripercussioni importanti non solo per 1,2 milioni di messicani ma per il mondo intero. (Comunicato stampa di GRI)

No shit, come si dice in questi casi.

Il direttore del reparto ricerca e sviluppo della GRI si esprime in questi termini:
In futuro per entrare in casa o in ufficio, per chiudere la macchina, richiedere una prescrizione medica o accedere alla propria cartella clinica ci sarà un unico passe-partout: la vostra iride.

Ma com'è pratico! E proprio qui sta il problema: a suon di "Chi non ha niente da nascondere..." e di "Ma è così comodo" la maggior parte delle persone continua a non vederci niente di male.

Rispetto ai precedenti sistemi di scansione dell'iride, la tecnologia svilluppata da GRI è più veloce e più agile, sostiene Red Herring. Finora per una scansione ci volevano trenta secondi; a GRI basta meno di un secondo. I suoi scanner funzionano anche su soggetti in movimento: per la precisione fino a cinquanta persone al minuto, a seconda del modello.

Per ora a Leon verranno inseriti nel sistema soltanto i dati dei pregiudicati, più avanti anche quelli dei restanti cittadini che li vorranno fornire liberamente (opt-in). GRI non si preoccupa di eventuali opt-out, ovvero di chi sceglierà di non acconsentire all'utilizzo dei dati sulla conformazione della propria iride: la maggior parte delle persone si farà tranquillamente scansionare, quindi gli altri finiranno per sentirsi a disagio. "Siamo convinti che alla fine aderiranno tutti".

Molto interessante è l'argomentazione fornita da Jeff Carter in un'intervista rilasciata al sito Fast Company. Il già citato direttore del reparto ricerca e sviluppo di GRI dice di non vedere problemi di violazione della privacy o di trattamento illecito dei dati personali; visto che già esistono enormi banche dati come quelle degli istituti bancari o di social network come Facebook, il problema non si pone.

Viene da chiedersi quanto dovremo aspettare prima che si faccia avanti il prossimo.

Con tag Tecnologia

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