Vecchia controversia, nuovi argomenti sull'efficacia dell'agopuntura

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

Fondamentalmente mi definisco uno scettico per quanto riguarda la medicina alternativa. Recentemente ho letto un articolo matematico su una "preparazione fai-da-te di urina omeopatica con una diluizione C30". Penso che sia stato in una discussione su Scienceblogs.de, in cui un commentatore ha calcolato, che la sopracitata diluizione C30 di 1 millilitro iniziale di urina in 30 successive diluizioni in acqua con rapporto di 1 / 100 equivalrebbe a una diluizione totale del millilitro iniziale di urina in diversi anni luce cubici di acqua. Mi è venuto un po’ da ridere. Ma l'agopuntura? Ricordo uno studio in cui un gruppo di soggetti scelti per l’osservazione è stato sottoposto ad agopuntura attraverso dei cerotti, mentre gli altri sono stati punti solo sui cerotti, senza attraversare i cerotti stessi, e il risultato non ha prodotto alcuna differenza. Ma ci sono anche studi in particolari ambiti, come la terapia del dolore, che mostrano  effetti significativi. Ed ora è apparso un nuovo studio, proprio in "Nature Neuroscience", che per lo meno dovrebbe garantire un solido processo di "peer review", che mostra un significativo effetto molecolare in un esperimento sui topi! Allora ancora scettici o forse bisognerebbe ravvedersi?

I risultati hanno dimostrato efficacemente che, nell’esperimento, i topi a cui viene  indotta l'attivazione dei recettori del dolore attraverso l’agopuntura, percepiscono questa azione come segnale di una lesione o di una potenziale lesione della pelle e reagiscono con una sovrapproduzione di adenosina. L'adenosina è coinvolta come ATP nell'approvvigionamento energetico della cellula, regola il ritmo del sonno e il battito cardiaco, ed ha anche funzione di antidolorifico naturale.

In questo esperimento, ai topi sono stati applicati degli aghi da agopuntura in un punto prescritto dall’agopuntura, il punto Zusanli, situato sul ginocchio e poi fatti girare con cautela ogni 5 minuti  per 30 minuti  (così si fa, quando uno è padrone di questa pratica di guarigione!). Poi sono state provocate risposte al dolore meccaniche o termoindotte  e sono state misurate le reazioni. Si è anche misurata la concentrazione di adenosina nel tessuto vicino agli aghi da agopuntura.

Si è riscontrato che nei topi sottoposti ad agopuntura, la risposta alla stimolazione si è rivelata molto più bassa, il che indica un effetto analgesico dell'agopuntura. E’ stato anche determinato l’aumento da uno a 24 volte delle concentrazioni di adenosina extracellulare mediante HPLC. A sostegno di queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato un topo in cui era assente il recettore dell'adenosina e che non può percepire questo segnale, e l'effetto dell'agopuntura è risultato nullo. Per un altro esperimento gli scienziati hanno fatto uso di un farmaco per la leucemia che ritarda di molte volte la degradazione dell’adenosina, e in questo modo si è anche prolungato l'effetto antidolorifico dell'agopuntura.

Io non sono certamente un esperto in questo campo, ma lo studio personalmente mi sembra serio e anche il giornale parla a suo favore.

Con tag Salute

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
A
[...] Artikel wurde von E-Blogs auf Französisch, Englisch, Spanisch und Italienisch übersetzt. Haben Sie eine Bemerkung zu der Übersetzung? Schreiben Sie uns: [...]
Rispondi