Vivere ad alta velocità… e diventare grandi

Pubblicato il da Rossella Cadeddu



[caption id="attachment_4329" align="alignnone" width="500" caption="Foto: Tamara Lichtenstein (via EvewithoutAdam.net)"][/caption]

"Si è giovani una volta sola", questa frase giustifica qualsiasi cosa - ogni errore, ogni azione immorale, ogni movimento sconsiderato e ogni presa di distanza dal bene comune, poche parole per approvare tutto senza discutere. Concediamo ai nostri figli queste libertà, perché dovranno portare presto il peso e le difficoltà di una vita di responsabilità sulle loro spalle così deboli. Alcuni lo decidono volontariamente, altri non hanno mai la possibilità di frantumare i propri limiti, e nell’età adulta sono come appena nati; io, io sono qui nel mezzo e ne sono consapevole. Tuttavia, non per sempre.

So che tu ed io, nel corso dei prossimi tre o quattro anni vorremo ancora giocare e fare chiasso, testare i nostri limiti e vedere dove ci porterà questo pazzo mondo e la gioventù che apparentemente ci accompagna per sempre, ma te lo dico onestamente e apertamente: non sarò giovane per sempre, e non voglio tenermi aperte per sempre tutte le possibilità. Voglio passare i prossimi anni con te e con voi sulle droghe e vivere ogni giorno sempre più nel caos come prima, da questo imparare e capire, avida di conoscenza, e scavare nel fango tutti i sogni. Nei prossimi anni voglio volare in jet da un viaggio d’impulso al successivo, voglio andare alle feste, studiare, vedere il mondo. Voglio stare a letto con te e filosofeggiare sul perché non possiamo mai stare insieme, voglio essere toccata e ferita e voglio racchiudere tutte le esperienze in uno piccolo scrigno, e farne un pacchetto per il mio futuro: pieno di parole, di sicurezza in sé, di esperienze, di amicizie, dolore, opinioni e giudizi. Perché sì, un giorno voglio sapere cosa mi rende felice. Quello che non mi rende felice. A cosa mi sono categoricamente opposta, consapevolemente, quale politica trovo giusta e quali rapporti non voglio più avere. Voglio decidere chi sono. Non voglio trovare buone le persone, voglio poterle condannare perché non vivono secondo i miei principi; non per migliorarle o per cambiare il mondo, ma per ottenere nel mio piccolo microcosmo una parte di tranquillità, per me, per te, per i miei figli non ancora nati e per quello che rende il nostro mondo molto più bello: la calma e la serenità della sicurezza e dell’amore. Trovare i principi e le regole secondo i miei standard e, infine, dipingere un quadro finito. Non deve piacere a tutti, non devono essere graditi i colori, sono io che, alla fine, devo essere soddisfatta di questa opera d'arte, e poter dire: questo è quello che ho imparato negli ultimi cinque anni, questa è la composizione e questi i colori che oggi mi descrivono.

Finora non ho ancora definito chi sono, certo che no. Nessuno dei due lo vuole per ora. Impegnarsi e fare progetti verso quel "qualcosa di più", questo è il nostro desiderio sempre troppo forte. Non possiamo decidere una rotta, perché teoricamente ci piacciono così tante direzioni. E sì, poter provare è il lusso della nostra generazione, e per questo possiamo considerarci molto fortunati. Siamo attori di noi stessi, dei nostri sentimenti e accettiamo ogni rotta e ogni incontro, perché è così bello poterli spuntare dalla nostra Bucket List (la lista delle cose da fare prima di morire, n.d.t.). Ma mi conosco abbastanza bene adesso. So che la mia fermata verrà prima o poi, e salterò giù da questo treno ad alta velocità, e sceglierò una vita lontana dalla velocità. Non per stare ferma, ma per trovare un ritmo da poter mantenere per sempre.

Spero che anche tu faccia lo stesso.

Per B, senza il quale avrei perso il filo rosso molto tempo fa.

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