É in arrivo il cibo sano con pedigree

Pubblicato il da Margherita Guastamacchia





Mentre in Spagna aumenta il consumo di cibi protetti da "private label" d'origine incerta, in altri paesi la rivoluzione alimentare si chiama denominazione d'origine controllata.

E' pur vero che questa denominazione esiste da anni anche in Spagna, ma solo per prodotti cari e selezionati, come vino o legumi, di consumo sporadico. Inconsapevolmente, quando vogliamo mangiare un alimento di qualità, scegliamo marche conosciute. Il logo familiare ci ispira fiducia, ma non c'indica quasi mai la provenienza, solamente uno stabilimento di confezionamento.

Le cose stanno cambiando. Il consumatore europeo, più consapevole, pretende di sapere il percorso del prodotto, la sua origine precisa, la razza o la varietà concreta, il tipo di coltivazione o alimentazione o perfino il paesaggio e le comunità corrispondenti. Di fronte alla globalizzazione alimentare, nei supermercati sono sempre più frequenti le sezioni dedicate ai prodotti nazionali o locali. Anche i ristoranti stanno puntando al “ chilometro zero”, piatti a base d'ingredienti prodotti nelle aree immediatamente vicine. E' il cibo sano con pedigree.

Moda da riccastri? Assolutamente no. Semplicemente coscienza di consumatore, ogni giorno più educato ed attivista. Un consumatore che sa, per esempio, che comprando carne o derivati di razze autoctone, allevate al prato, gli viene fornito un prorotto di una qualità eccezionale ed allo stesso tempo da mangiare a pastori o addirittura ad avvoltoi e lupi.

La crisi attuale, invece di attenuare questa tendenza, la sta accelerando, poiché molti produttori sono tornati all'orto alla ricerca di un antidoto contro le ristrettezze economiche. E lo fanno con rispetto, controllando il prodotto e senza aumentare i costi. Coccolando una terra che custodisce il segreto del loro futuro.

Come sempre, le rivoluzioni si fanno a partire dal basso, e propri lì incontriamo i nostri mercati tradizionali, a indicarci il cammino. Non si vendono più solo frutta e verdura semplicemente, ma si spiega da dove viene, la sua varietà, ci si rende protagonisti della conservazione di un mondo rurale che potrà sopravvivere solo mantenendo le sue differenze locali. Il consumatore lo sa e comincia a scommettere su questo cambiamento. Perché ai prodotti più economici e di cattiva qualità, ci pensa già il mercato mondiale.

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