Tre cose che ho imparato dai miei figli
[caption id="attachment_7855" align="alignright" width="300" caption="Foto Broma su Flickr, con licenza Creative Commons"]
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Siamo tutti nati con un istinto incredibile, ma da qualche parte sulla strada verso l’età adulta gran parte di esso si perde. La nostra fiducia viene meno, facciamo errori e ci sentiamo limitati dalle aspettative sociali. Avere dei bambini ci ricorda con che cosa eravamo nati. Per continuare a crescere, il loro comportamento e le loro personalità ci ricordano quali sono le attitudini importati nella vita. Guardarli provare e affrontare il mondo nel loro piccolo mi fa davvero pensare come anche io posso vivere.
Non dico che voglio urlare e rotolarmi sul pavimento come un bambino di due anni. D’altro canto potrebbe anche essere piuttosto liberatorio.
La piccola, 9 mesi: Determinazione. C’è il fuoco nei suoi occhi, la piccola sta gattonando. Qualsiasi cosa vede la vuole per se e fa di tutto per arrivare a prenderla. Anche se il fratello maggiore cerca di spingerla via o toglierle le cose di mano, non molla mai. Questa settimana l’ho osservata passare gran parte di una giornata a cercare di mettersi seduta. E alla fine della giornata c’è riuscita. Era così eccitata che è caduta e ha battuto la testa. Ma neanche questo l’ha scoraggiata. È la più piccola della casa e la sua fiducia in se stessa e la sua determinazione è ispiratrice.
Fington, 2 anni: Esprimere sé stessi. Fington sa esattamente cosa vuole e cosa non vuole e non te lo nasconde. Non gli importa di quello che pensi e non c’è nulla che ostacola il suo modo di comportarsi. Quando è contento corre di qua e di là ridendo mentre quando è triste urla. A volte ti abbraccia forte e sorride. Non è frenato da una sensazione di imbarazzo. In ogni momento sai esattamente quello che prova. È semplice ed è sincero. Quando si arrabbia, lo esprime e dopo cinque minuti è di nuovo tutto sorrisi. Non tiene mai il broncio.
Podge, 4 anni: Il libero pensatore. Podge non accetta mai una cosa per quella che è. Può arrivare a chiedere “perché” fino a che non sai più cosa dire. Non fa nulla solo perché gli è stato detto di farlo. Vuole sapere perché lo deve fare. Chiede perché siano gli adulti a comandare, non gli importa se hai trent’anni più di lui, non fa differenza. L’autorità non ha molto senso, segue se è ispirato altrimenti no. Come un bambino che gli rende la vita difficile e lui può diventare maleducato. Se da adulto sarà uguale penso che farà strada. Nessuno ha mai fatto strada seguendo il gregge.
E Podge dice cose come questa: “Non voglio più compiere gli anni dopo un po’, altrimenti se continuo a compiere gli anni arriverò a cento e diventerò vecchio e morirò.”
Amo queste parole sagge.
[/caption]Siamo tutti nati con un istinto incredibile, ma da qualche parte sulla strada verso l’età adulta gran parte di esso si perde. La nostra fiducia viene meno, facciamo errori e ci sentiamo limitati dalle aspettative sociali. Avere dei bambini ci ricorda con che cosa eravamo nati. Per continuare a crescere, il loro comportamento e le loro personalità ci ricordano quali sono le attitudini importati nella vita. Guardarli provare e affrontare il mondo nel loro piccolo mi fa davvero pensare come anche io posso vivere.
Non dico che voglio urlare e rotolarmi sul pavimento come un bambino di due anni. D’altro canto potrebbe anche essere piuttosto liberatorio.
La piccola, 9 mesi: Determinazione. C’è il fuoco nei suoi occhi, la piccola sta gattonando. Qualsiasi cosa vede la vuole per se e fa di tutto per arrivare a prenderla. Anche se il fratello maggiore cerca di spingerla via o toglierle le cose di mano, non molla mai. Questa settimana l’ho osservata passare gran parte di una giornata a cercare di mettersi seduta. E alla fine della giornata c’è riuscita. Era così eccitata che è caduta e ha battuto la testa. Ma neanche questo l’ha scoraggiata. È la più piccola della casa e la sua fiducia in se stessa e la sua determinazione è ispiratrice.
Fington, 2 anni: Esprimere sé stessi. Fington sa esattamente cosa vuole e cosa non vuole e non te lo nasconde. Non gli importa di quello che pensi e non c’è nulla che ostacola il suo modo di comportarsi. Quando è contento corre di qua e di là ridendo mentre quando è triste urla. A volte ti abbraccia forte e sorride. Non è frenato da una sensazione di imbarazzo. In ogni momento sai esattamente quello che prova. È semplice ed è sincero. Quando si arrabbia, lo esprime e dopo cinque minuti è di nuovo tutto sorrisi. Non tiene mai il broncio.
Podge, 4 anni: Il libero pensatore. Podge non accetta mai una cosa per quella che è. Può arrivare a chiedere “perché” fino a che non sai più cosa dire. Non fa nulla solo perché gli è stato detto di farlo. Vuole sapere perché lo deve fare. Chiede perché siano gli adulti a comandare, non gli importa se hai trent’anni più di lui, non fa differenza. L’autorità non ha molto senso, segue se è ispirato altrimenti no. Come un bambino che gli rende la vita difficile e lui può diventare maleducato. Se da adulto sarà uguale penso che farà strada. Nessuno ha mai fatto strada seguendo il gregge.
E Podge dice cose come questa: “Non voglio più compiere gli anni dopo un po’, altrimenti se continuo a compiere gli anni arriverò a cento e diventerò vecchio e morirò.”
Amo queste parole sagge.
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