Fallimento di Stato - e perché no?
La Grecia è in bancarotta, e altri stati europei seguiranno la stessa sorte. La Germania non è mai stata così profondamente indebitata, e dovrebbe anche “soccorrere” gli Stati europei ancora più in rovina. Vogliono convincerci che un fallimento statale in Grecia sarebbe un disastro, da evitare assolutamente - costi quel che costi.
Ma cosa c’è di così terribile nella bancarotta di un paese, o se preferite: in una dichiarazione volontaria di fallimento? In economia, un fallimento, come tutti sanno, può portare davvero a salvare la sostanza sana di un’impresa, a liberarsi da una pesante eredità e a ripartire.
Le fondamenta di Stati come la Grecia, sono in uno stato talmente pietoso, che la loro uscita dalla zona euro e una dichiarazione volontaria di fallimento statale potrebbero essere una soluzione perfettamente ragionevole. I politici hanno messo in guardia che un paese che ha annunciato la sua incapacità di solvenza non può più acquistare titoli di stato da nessuno, per non accumulare più debiti. Ma questa non sarebbe una buona cosa?
Il debito pubblico è la ridistribuzione dal basso verso l’alto delle spese pubbliche: con le entrate fiscali del piccolo e medio reddito vengono pagati gli interessi ai ricchi che possono permettersi di concedere prestiti allo Stato. Un paese che non può più accumulare debito dovrebbe eliminare tutte le spese inutili e focalizzarsi sulle attività di cui può effettivamente occuparsi meglio delle imprese private, le ONG e le fondazioni di beneficenza.
A uno sguardo più attento, ci si rende conto che sono pochissime le attività che non potrebbero essere meglio affrontate attraverso la concorrenza, l’auto-organizzazione e la libera determinazione piuttosto che attraverso lo Stato. Ludwig von Mises dice "l’essenza delle attività di governo ..., costringere le persone a comportarsi in modo diverso da quello che farebbero per libera scelta con la forza o sotto minaccia di violenza”.
Solo le istituzioni statali hanno, a differenza di tutte le altre organizzazioni, il diritto di usare la forza e di trovarsi in una posizione di monopolio. I monopoli e le misure coercitive non si addicono proprio ad una società libera. Di solito portano ad inefficienza, sprechi e abusi.
Per questo motivo gli anarchici abolirebbero del tutto lo Stato, e molto volentieri. Tuttavia in molte parti della società c’è ancora consenso sul fatto che è sempre meglio concedere alle autorità pubbliche il monopolio del potere per imporre il rispetto delle leggi, piuttosto che lasciarlo nelle mani delle bande armate rivali.
Quando il sistema democratico di controllo e di bilancio funziona, e quando i politici e funzionari di governo sono responsabili delle loro azioni, si può accettare lo Stato come un "male necessario”. Tutte le attività dello Stato però devono sempre essere riviste e controllate in modo critico.
Penso che la crisi in cui gli Stati europei si sono cacciati in questo momento, rappresenti anche un’opportunità: i politici non possono più cavarsela alla meglio in stile Angela Merkel. Di fronte all’imminente collasso dei sistemi finanziari e sociali non si può più tentare una cura in base ai singoli sintomi – si deve rimettere in piedi l’intera architettura del sistema.
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