Germania: il Piratenpartei (Partito Pirata) sperimenta la "democrazia liquida"
[caption id="attachment_969" align="alignleft" width="333" caption="towo™ / flickr con licenza Creative Commons"]
[/caption]Ogni volta ci infuriamo per il modo in cui "quelli lassù” decidono; allo stesso tempo sempre meno persone vanno a votare, mentre per quanto riguarda i referendum, questi spesso corrono il rischio di cadere nelle mani dei populisti (di destra), come in Svizzera. Per tutta risposta, nasce l'idea della Liquid Democracy. L'idea di fondo è che si può decidere singolarmente che cosa votare di persona, e su quali questioni invece, delegare il nostro voto ad un deputato di nostra fiducia. A Bingen, nel corso del suo ultimo congresso generale, il Partito Pirata tedesco ha deciso di introdurre, a livello nazionale, il sistema di Liquid Feedback, uno strumento web per la "democrazia liquida”.
Dopo aver sperimentato con successo il sistema in alcuni Stati, nel giro di poche settimane e a livello nazionale, tutti i membri del Partito riceveranno un account. Ogni singolo membro del partito potrà formulare una idea politica e inserirla nel sistema sotto forma di proposta, dopodiché inizierà una fase di discussione, nella quale potranno anche essere apportate delle modifiche alla stessa. Nel momento in cui si raggiungerà un numero minimo di sostenitori, la mozione sarà proposta per la votazione. Tutti i membri saranno invitati a votare. Se alla votazione, che avrà luogo in un lungo arco di tempo, prenderà parte un numero sufficiente di membri, e se si raggiungerà la maggioranza dei voti, la mozione sarà considerata approvata dal partito.
Questo sistema aumenta la velocità con la quale il partito può agire e reagire. Non si dovranno più rimandare le decisioni alla successiva assemblea generale. Piuttosto ci sarà una sorta di congresso permanente del partito su Internet. Tuttavia, nessuno avrà la voglia, il tempo, o soprattutto le competenze, per partecipare sempre a tutte le votazioni. Pertanto, si potrà delegare il proprio voto. Non si sceglierà più un rappresentante unico per tutto il partito, ma si affiderà il proprio voto ad altre singole persone di cui ci fidiamo. Ciascuno voterà solo sui temi che lo interessano veramente, per i quali potrà ricevere anche i voti degli altri membri.
Per il momento, il sistema è ancora sperimentale. Il sistema del Liquid Feedback è stato elaborato per i partiti e per organizzazioni similari e non è applicabile alle elezioni importanti, poiché non permette il voto segreto. Al contrario, è necessario poter rintracciare in qualsiasi momento chi ha votato per prevenire brogli elettorali. Di conseguenza le elezioni per il Parlamento si svolgeranno ancora per molto tempo nella stessa forma che ben conosciamo. L’idea per il lontano futuro è che un giorno potremo decidere se votare di persona determinate questioni, come ad esempio in Svizzera, o lasciare il nostro voto a un delegato di nostra scelta.
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