Indennità di disoccupazione: il modello pubblico piace alla destra spagnola

Pubblicato il da Margherita Guastamacchia


Provate ad immaginare che un partito di sinistra spagnolo, in vista dell’incremento dei costi della salute pubblica, decidesse di proporre la seguente riforma: a partire da ora gli imprenditori dovranno pagare una parte delle spese mediche dei propri lavoratori. I capitalisti, dopotutto, hanno i soldi, il potere e tutto l’interesse a fare in modo che i lavoratori si mantengano forti e sani. E’ giusto, inoltre, che chi possiede di più, paghi le medicine agli operai, soprattutto nel caso delle industrie "pericolose".

A tale scopo, il governo dovrebbe obbligare gli imprenditori a fornire la copertura sanitaria a tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, pagando loro un’assicurazione medica in grado di garantire i servizi minimi indispensabili. I lavoratori a progetto, avendo un rapporto limitato con l’azienda, restano tagliati fuori e riceverebbero delle indennizzazioni  solo per aspirine e pediatri. Si tratta di un sistema di carattere molto ridistributivo, direbbero queste voci di sinistra, dato che tutte le spese della sanità sarebbero a carico esclusivamente dei perfidi impresari sfruttatori. Progressismo e compagnia bella.

Suona assurdo, no? Tutti conosciamo come funziona “bene” e quanto sia “giusto” il modello di salute americano. Una protezione sociale di questo tipo, che privatizza parte del welfare state mettendolo in mano ad imprenditori, è un'incredibile passo indietro, che tenderebbe a creare un’enorme segmentazione tra insiders ed outsiders. Anche se può sembrare assurdo, gran parte della sinistra spagnola sta difendendo questo tipo di sistema, sostenendo oltretutto che difendere questa proposta equivale a difendere i diritti dei lavoratori.

Prendete la descrizione fatta sopra e cambiate tutti i riferimenti ad “assicurazione medica” o “sanità” con “prestazione di disoccupazione”. Il mercato del lavoro spagnolo è essenzialmente un sistema parzialmente privatizzato di prestazioni di disoccupazione, con lavoratori a contratto indefinito, che ricevono una percentuale considerevole della loro protezione sociale dal loro datore di lavoro. Un contratto fisso corrisponde, invece, a firmare una contributo forzoso per coprire  parte del welfare state- non mi sorprende affatto così pochi imprenditori si prestino a firmare certe cose.

Non riesco a capire come si possa difendere un privilegio ( una casta di lavoratori che ha accesso ha un welfare state privato) come se fosse un diritto. E’ ovvio che gli imprenditori devono pagare parte delle spese di licenziamento ( dato che si tratta di un’esternalità negativa ), ma sarebbe più ragionevole farlo attraverso una tassa e non spaccando il mercato del lavoro in contratti  spazzatura e a tempo indeterminato. Un buon sussidio di disoccupazione deve essere pubblico e non privato – e deve applicarsi a tutti i cittadini in modo uniforme.

Affermare, oggi, che tutto il mondo ha diritto alla stessa protezione sociale pagata da tutti noi, vuol dire essere di destra. Non mi sorprende che il Partito Popolare spagnolo lo difenda con tanto entusiasmo.
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