La magia degli incipit: confessioni di una divoratrice di libri

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

[caption id="attachment_6099" align="alignright" width="400" caption="Foto: ulle b. / Flickr / CC Lizenz"][/caption]

La magia degli incipit…

…intitola [la rivista] SPIEGEL Cultura nel mese di ottobre. E mi ha ricordato che è da tanto che volevo scrivere su questo argomento. Quando ero una bambina, mi veniva sempre confiscata la torcia elettrica. Questo doveva impedire le letture notturne sotto le coperte. Non avevo una lampada sul comodino e non ne ho mai ricevuta una. E così - anche d’inverno freddolita – già da piccola, mi mettevo con il mio libro preferito di allora vicino alla porta della camera e tenevo sempre un piccolo brano della pagina al debole chiarore che filtrava da sotto la porta.

Avevo il divieto d’ingresso alla libreria della stazione a periodi, perché dopotutto i libri dovevano ancora essere comprati. Avevo acquisito una maestria nella lettura veloce che mi permetteva di finire almeno metà di un libro per quando venivo beccata. Nella piccola libreria scolastica nascondevo i libri negli angoli più lontani dei settori, là dove secondo me non li avrebbe cercati nessuno – solo così non mi venivano soffiati da sotto al naso.

Quando sentivo una parola nuova che non conoscevo, me la scrivevo e la appendevo al frigorifero. Là veniva letta tante volte al giorno finché non riuscivo a farla completamente mia. Ci sono parole per cui questo durava di più, parole che sono più ingombranti e antipatiche. Quelle non vogliono fissarsi. La parola “azzeccagarbugli”, che finora per me è stato il caso più complicato, è rimasta appesa per 2 anni.

Come per le parole, faccio anche la collezione di frasi. E soprattutto le prime. Quando apro un libro, mi viene il batticuore alla lettura della prima frase. È così entusiasmante ed eccitante. Dove mi porterà questa frase? Sarà l’inizio di un’avventura di lettura meravigliosa o solo il primo passo di una noia mortale? Questa è la magia, di cui scrive lo SPIEGEL. Una frase, o anche più di una, che ci possono portare a leggere un intero libro.

Non tutti i libri con un incipit magico diventano il mio nuovo libro preferito. Ci sono incipit che sono dei veri bluff.

Anche alcune delle mie frasi preferite cambiano. A volte devono far posto alle nuove. Ma ce ne sono due che durano ormai da anni e che oggi vi voglio presentare:

1.
“Se mia nipote è così complicata, la colpa è soprattutto del seme cattivo di Carl. I suoi ometti, li aveva assassinati lui stesso con un atto di eroismo, ma di questo dirò più avanti.”
Da: (“La nonna vuota il sacco”)



E 2. Una frase che mi rimarrà per sempre.

Siamo tutti il grande amore di qualcuno. Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto da gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d'amore e di assassinio.”

Da: (“Le confessioni di Max Tivoli”)



Anche tu hai degli incipit preferiti? Fammeli leggere, mi farà enormemente piacere. Magari qualcuno dei miei subirà un “cambio della guardia”.

Questo articolo è stato abbreviato da E-Blogs. L’articolo completo si può leggere qui
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