Mondiali e birra = più violenza domestica
[caption id="attachment_1170" align="alignleft" width="253" caption="Foto E-Gwenn - Flickr - con licenza Creative Commons"]
[/caption]Affronto il mese dei Mondiali con un aria di rassegnazione. Mi da fastidio che ogni quattro anni questo singolo sport domini la nostra vita.
E tuttavia non ho davvero nulla di cui lamentarmi.
Mi ha reso triste e furiosa, vedere una discussione in tv che diceva che la violenza domestica aumenta in misura del 30%, o per lo meno questi sono gli incidenti riportati alla polizia, durante il campionato. Apparentemente il giorno peggiore nel 2006 è stato quando l’Inghilterra è stata sconfitta.
Cosa c’è in una festa calcistica che incita 70 uomini in più alla settimana a Leeds a picchiare le proprie compagne? E questo solo in una città – quale sarà la situazione nel resto del Regno Unito? Significa che ci saranno 70 donne in più e tutti i loro figli che trascorreranno i giorni del Mondiale nella paura. L’alcol è uno dei fattori – stare seduti a bere birra e a guardare partite dalla mattina alla sera sarà uno degli elementi che determineranno l’incremento delle probabilità di violenza. Poi, in campo, si assiste al comportamento spesso vergognoso dei giocatori che si comportano come bambini di due anni che hanno scatti d’ira. Perché David Beckam mantiene la sua posizione di eroe nazionale quando, 12 anni fa, ha sprecato l’opportunità di rappresentare il suo paese facendosi prendere dall’ira e prendendo a calci un membro della squadra avversaria?
Aggiungete a questo il modo deprecabile in cui molti calciatori trattano le donne nella vita – sto parlando di Ashley Cole, John Terry – e vedrete da dove proviene questa cultura della violenza. L’alcol, l’ira consentita in campo, l’atteggiamento generale verso le donne, tutte cose che si combinano per far prendere fuoco a quello che avrebbe bisogno solo di una piccola scintilla – ad esempio un guardalinee che ha una giornata no, che causa un’esplosione che porta ad un aggressione violenta verso la compagna.
Milioni di persone nel mondo guarderanno i Mondiali e si godranno semplicemente il gioco. Non si ubriacheranno e non picchieranno le loro compagne o i loro figli. Tuttavia i miei pensieri saranno per quelle famiglie per cui il fischio finale annuncerà l’aggressione violenta di un ubriaco – e per quelle persone delle associazioni di beneficienza e della polizia che lavoreranno per aiutare queste famiglie.
Non c’è un qualche ruolo per il mondo del calcio in tutto questo? Di certo alcuni giocatori inglesi potrebbero esprimere orrore e disappunto verso la violenza che questo campionato notoriamente provoca e potrebbero raccomandare alla gente di bere e comportarsi in modo responsabile. Non si potrebbe forse organizzare una qualche campagna a lungo termine nel corso della preparazione dei futuri tornei calcistici più importanti?
(Questo post è una versione abbreviata dell’autore per E-Blogs…leggi la versione integrale in Inglese qui)
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