Il più bel giorno della vostra vita (grazie a Photoshop)

Pubblicato il da Alessandro Bortolazzo

[caption id="attachment_3185" align="alignnone" width="500" caption="Foto: Mike Baird/Flickr, con licenza CC"][/caption]

Esattamente cinque anni fa ho realizzato il mio primo servizio fotografico di matrimonio e, nel giro di due mesi, il secondo nonché ultimo. L'ho fatto quasi per caso, senza pensarci troppo. Oggi mi chiedo come mi sia saltato in mente di imbarcarmi in quelle due avventure. Le foto che ho scattato mi sembrano tuttora più che dignitose, ma non sono certo dei capolavori. Provo una certa ammirazione per me stessa: ne ho avuto di coraggio per accettare quei due incarichi senza un MINIMO di esperienza pratica alle spalle. Per non parlare di corsi di formazione, attrezzatura professionale o software di fotoritocco. Oggi sarei paralizzata dalla paura di non essere all'altezza. Soprattutto dopo aver trascorso gli ultimi anni a sfogliare album di matrimonio.

Ma veniamo al punto, ovvero al momento in cui mi sono detta: non fa per me.

Ho visitato centinaia di blog fotografici specializzati in matrimoni e bambini. Il sito di una fotografa professionale in cui sono incappata oggi deve essere stato il 999esimo, o giù di lì. Se due anni fa questo tipo di immagini mi appassionava un sacco, oggi mi annoia a morte.

Quanto mi sembrano ridicoli questi sposi sfocati che saltano a gambe divaricare dietro alla sposina in primo piano! Con quel sorriso idiota stampato in faccia. Perché dovrei volere una foto di mio marito in quello stato? E che dire delle fotografie dove entrambi corrono verso l'obiettivo e spiccano un salto tenendosi per mano? Com'è che questa immagine è diventata un classico intramontabile?

Ma passiamo ai ritratti di bambini. Se dieci anni fa lo stile Anne Geddes ancora mi affascinava, oggi da mamma mi sembra agghiacciante. Stiamo parlando di genitori che fanno infilare in una valigia (o cesto di vimini che sia) il loro bambino di un paio di settimane, per giunta con un bel faro puntato addoso. Se penso a mio figlio appena nato, mai e poi mai avrei permesso che finisse su uno di questi set. E la situazione dei bambini più grandicelli non è certo migliore. I motivi ricorrenti sono sempre gli stessi. Nel 99% dei casi si tratta di bambine vestite di bianco in mezzo a un prato fiorito. E le bambine normali che fine hanno fatto? E i maschietti? Chi fotografa i bambini che raccolgono ragni, lumache e maggiolini o quelli che si rotolano nel fango?

Forse per questo non sono mai diventata una fotografa di matrimoni: perché ho poca dimestichezza con questo mondo "patinato" dove tutti sono ricchi e belli. Il giorno perfetto. Il momento perfetto, variopinto e ritoccato con Photoshop.

Questa di E-Blogs è una traduzione abbreviata. L'articolo completo in tedesco si può leggere qui.
Pubblicità

Con tag Arte

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post
D
[...] Artikel wurde von E-Blogs auf Französisch, Englisch, Spanisch und Italienisch [...]
Rispondi