Processo Kerviel in Francia: la domanda che nessuno fa
[caption id="attachment_2240" align="alignright" width="200" caption="La banca Société générale. Foto Damien Roué su Flickr con licenza Creative Commons "]
[/caption]Che cosa abbiamo imparato finora durante il processo di Jerôme Kerviel sulle domande che ci facciamo ? I suoi capi, per esempio, erano più al corrente di quanto non vogliano far sembrare sulle operazioni che faceva ? Altre domande alle quali ci piacerebbe avere una risposta : il fatto di inserire delle operazioni fittive nel sistema di rendiconto per camuffare le sue posizioni è - come pretende Kerviel - una pratica comune nel mondo dei traders ?
E’ perchè ho avuto io stesso l’occasione di essere trader sui mercati a termine che la risposta a queste domande mi lascia in realtà indifferente ? Non lo so. Ciò che mi intriga però è perché nelle due prime settimane di udienza nessuno ha fatto la sola domanda che mi sembra essenziale, una domanda che chiamerei « alla Lord Adair Turner », dal nome del presidente della FSA, la Financial Service Authority, l’organo di controllo dei mercati inglesi, che si chiedeva qualche tempo fa se nel sistema finanziario tutto fosse utile da un punto di vista sociale. La mia domanda, che non interessa apparentemente a nessuno tranne che a me, è questa : « Quello che Kerviel faceva per la sua banca a che cosa serve ? » Perché alla fine a che cosa serve mettersi in posizione « a lungo termine » sperando che il prezzo salga o « a corto termine » sperando che il prezzo scenda e su delle somme « importanti » ? Prendiamo un esempio semplicissimo. Kerviel ha fatto una scommessa a nome della Société Générale che può apportare - modestamente - un milione di euro. E diciamo, sempre per semplificare, che la sua controparte - quella che ha fatto la scommessa contraria - sia BNP Paribas. Diciamo che, questa volta, è lui che vince : la Société Générale ha guadagnato un milione e la BNP ha perso un milione. Questo serve a qualcosa ? Si, fa aumentare i dividendi e i bonus della banca che ha vinto e fa diminuire quelli della banca che ha perso. E noi, in tutto ciò ? Ci è indifferente. Salvo…slavo se una delle due banche vince sistematicamente e l’altra perde sistematicamente. Allora noi - in quanto contribuenti - dovremo salvare con i nostri risparmi la banc ache ha perso e che è, ovviamente, « troppo grossa per cadere » - too big to fail. Detto altrimenti, ciò che fanno tutti i piccoli Kerviel del mondo e le banche che li impiegano serve solo a una cosa : creare un rischio sistemico. Allora, tutto ciò è « socialmente utile » ?
Questo articolo è una versione riscritta dall’autore e accorciata per E-Blogs.
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