100 utenti internet = 1 creatore, 9 redattori, 90 spettatori
[caption id="attachment_5825" align="alignnone" width="473" caption="Illustrazione: www.90-9-1.com"]
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Oggi, durante un seminario sui social media per redattori e agenti di marketing di una casa editrice specializzata di Francoforte, ho spiegato la regola del 90-9-1 dell’esperto web danese Jakob Nielsen. Tale regola afferma che nei social network, su tutte le piattaforme, esiste una proporzione sorprendentemente costante tra partecipanti attivi e passivi:
Stamattina, in “Silicon Alley Insider” che, come newsletter giornaliera mi manda una e-mail con un nuovo grafico, ho trovato questa statistica relativa a YouTube:
Un quinto degli utenti di YouTube carica quindi diversi video su YouTube all’anno. A prima vista questo sembra non andare d'accordo con la regola del 90-9-1. Ma già ad una seconda occhiata, possiamo riprodurre le stesse condizioni dei social network. Il campione di utenti nell'analisi di TubeMogul con i suoi oltre 130.000 utenti è davvero molto grande, ma per niente rappresentativo. Sono stati cioè contati solo gli utenti che avevano già caricato un proprio video, da quando avevano creato i loro account. E questa è solo una piccola minoranza.
Anche Ebay riesce a infrangere la regola del 90-9-1. Sulla piattaforma e-commerce molti più utenti danno giudizi, perché è un incentivo, come acquirente o venditore, ricevere una valutazione - ovviamente positiva. Le valutazioni oltre al denaro, sono l’altra moneta con cui si viene pagati su eBay.
Che cosa possono fare i giornalisti, le media house o le altre società per rendere più attivi i loro utenti, per far retweetare loro più spesso dei buoni post, commentarli, linkarli, esprimere un "mi piace", o scuoterli? Possono stimolare discussioni ponendo domande, chiedendo opinioni, e anche postare propri commenti. Possono dare il buon esempio mettendo, generosamente, loro stessi dei link ai begl’articoli degli altri e retweetarli. Possono installare Social Buttons che gli utenti devono solo cliccare, per esprimere un "mi piace" o mettere un segnalibro su Delicious.
E non devono farsi illusioni. Si tratta comunque dell’attivazione di una minoranza che si fa attivare. La maggior parte degli utenti dei social network rimane ancora una maggioranza silenziosa. Il che non significa necessariamente che la maggioranza silenziosa non sappia apprezzare i buoni contenuti e i buoni servizi, o che non ne parli mai. Forse ricevelo come blogger o gestore di un sito web non è l’unico modo, perché l'apprezzamento magari è espresso altrove. Come una mail a una terza persona. Come segnalibro in un browser. Come discussione fra colleghi davanti a una macchinetta del caffè. O in qualsiasi altro luogo al di là della portata di statistiche web e strumenti di analisi.
[/caption]Oggi, durante un seminario sui social media per redattori e agenti di marketing di una casa editrice specializzata di Francoforte, ho spiegato la regola del 90-9-1 dell’esperto web danese Jakob Nielsen. Tale regola afferma che nei social network, su tutte le piattaforme, esiste una proporzione sorprendentemente costante tra partecipanti attivi e passivi:
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- Di circa 90 persone che leggono le voci di Wikipedia nessuno corregge nemmeno una virgola mancante; circa 9 redigono o aggiornano un articolo già esistente. E solo uno su cento pubblica una voce nuova scritta di proprio pugno.
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- Di 90 compratori di Amazon, circa 9 valutano la recensione del prodotto scritta da qualcun altro. Ma solo 1 si siede a tavolino a scrivere la propria.
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- Di 90 fan su Facebook di un grosso marchio, forse 10 a volte cliccano il bottone “mi piace” come contributo. Ma solo uno fa lo sforzo di formulare un commento con parole proprie – fosse anche semplicemente un “LOL!”
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Stamattina, in “Silicon Alley Insider” che, come newsletter giornaliera mi manda una e-mail con un nuovo grafico, ho trovato questa statistica relativa a YouTube:
Un quinto degli utenti di YouTube carica quindi diversi video su YouTube all’anno. A prima vista questo sembra non andare d'accordo con la regola del 90-9-1. Ma già ad una seconda occhiata, possiamo riprodurre le stesse condizioni dei social network. Il campione di utenti nell'analisi di TubeMogul con i suoi oltre 130.000 utenti è davvero molto grande, ma per niente rappresentativo. Sono stati cioè contati solo gli utenti che avevano già caricato un proprio video, da quando avevano creato i loro account. E questa è solo una piccola minoranza.
Anche Ebay riesce a infrangere la regola del 90-9-1. Sulla piattaforma e-commerce molti più utenti danno giudizi, perché è un incentivo, come acquirente o venditore, ricevere una valutazione - ovviamente positiva. Le valutazioni oltre al denaro, sono l’altra moneta con cui si viene pagati su eBay.
Che cosa possono fare i giornalisti, le media house o le altre società per rendere più attivi i loro utenti, per far retweetare loro più spesso dei buoni post, commentarli, linkarli, esprimere un "mi piace", o scuoterli? Possono stimolare discussioni ponendo domande, chiedendo opinioni, e anche postare propri commenti. Possono dare il buon esempio mettendo, generosamente, loro stessi dei link ai begl’articoli degli altri e retweetarli. Possono installare Social Buttons che gli utenti devono solo cliccare, per esprimere un "mi piace" o mettere un segnalibro su Delicious.
E non devono farsi illusioni. Si tratta comunque dell’attivazione di una minoranza che si fa attivare. La maggior parte degli utenti dei social network rimane ancora una maggioranza silenziosa. Il che non significa necessariamente che la maggioranza silenziosa non sappia apprezzare i buoni contenuti e i buoni servizi, o che non ne parli mai. Forse ricevelo come blogger o gestore di un sito web non è l’unico modo, perché l'apprezzamento magari è espresso altrove. Come una mail a una terza persona. Come segnalibro in un browser. Come discussione fra colleghi davanti a una macchinetta del caffè. O in qualsiasi altro luogo al di là della portata di statistiche web e strumenti di analisi.
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