Gli dei del ventunesimo secolo: I Mercati ed il Calcio

Pubblicato il da Marta Parisi



No, non cercate dei con maiuscola, sono fuori moda. Oggi gli dei non sono quelli classici, quelli delle religioni conosciute. La situazione è cambiata e gli dei sono vicini alle persone, sono adorati con impeto e non promettono paradisi futuri, ma il loro potere è terreno.

È tornato il politeismo. Viviamo più vicino alla Grecia e alla Roma classiche. Ci sono diversi dei di questo stampo, per i quali molti si percuoterebbero il petto e orchestrerebbero guerre in loro difesa. Alcuni sono dei di un gruppo di persone preciso, per esempio dei potenti, uno di essi si chiama “Mercati”. Sì, quel Dio che favorisce sempre i potenti e insulta e maltratta gli umili. Il dio “Mercati” è un dio settario e in-solidale, ma compie la sua missione con l’aiuto dei suoi sacerdoti, che gli obbediscono, che lo adorano e lo venerano. Mi riferisco ai diversi governi del primo mondo. Quelli che sacrificano lavoratori affinché quel grande dio si sazi.

Tuttavia, ci sono altri dei di gran lunga più popolari, trasversali, che penetrano tutti gli strati della società. Un esempio chiaro è il dio Calcio. In grado di far piangere, ridere e saltare, di creare conflitti, di dominare i mezzi di comunicazione.

Un dio che poi intrappola i governi. Proprio così, mentre io e voi siamo stritolati dall’Agenzia delle Entrate, e ancor di più se ci viene in mente di sbagliarci o di pagare le tasse in ritardo, il dio Calcio deve in questo paese 627 milioni all’Agenzia delle Entrate e 4912 alla Previdenza Sociale. Insomma una barzelletta. Con quei soldi che deve all'erario pubblico (5539 milioni di euro), si sarebbe potuto:

  • Incrementare le pensioni, che non aumenteranno l’anno prossimo (150 milioni)

  • Non abbassare lo stipendio ai dipendenti statali (3000 milioni)

  • Non tagliare i Fondi ufficiali allo sviluppo (600 milioni)

  • E avanzerebbero ancora 400 milioni per qualche toppa di qua e di là.


Insomma la bolla calcistica funziona.

Purtroppo il governo fino a ieri [22 Settembre] ha permesso questa vergogna. Dico fino a ieri, perché è dovuto essere un gruppo minoritario, il BNG [1], a presentare alla Camera dei Deputati una proposta di legge per introdurre misure che consentano di obbligare questi morosi calcistici a pagare. Ed è stata approvata dalla camera, benché senza una data precisa e con indicazioni vaghe. Ho paura che oltre ad arrivare tardi, non sarà messa in pratica.

Poiché il problema risale a diversi anni fa, bisognerebbe chiedersi perché i partiti maggioritari che governano questo paese da trent’anni abbiano fatto finta di niente. Ma ovviamente è una domanda retorica. Perché stiamo parlando di uno degli dei più amati. E mettergli le mani addosso potrebbe provocare una rivoluzione popolare.

Quindi sapete cosa fare. Andate ad adorare il vitello d’oro e cantategli il suo grido preferito: Gooooooooal! Ebbene sì, hanno segnato ancora. E i perché sono infiniti.


[1] Bloque Nacionalista Galego, partito che in Spagna si batte per l'autonomia della Galizia
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