Viva il "politically correct"!

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

[caption id="attachment_4191" align="alignnone" width="500" caption="Durante una dimostrazione contro il razzismo in Francia. Foto: Philippe Leroyer (Lic. CC)"][/caption]

Per quanto riguarda la costruzione dei minareti1o la politica di immigrazione, o l'attacco degli ultimi saraceni, non c’è quasi nessuna discussione su Internet relativa a questi temi, dove prima o poi non venga inserita una frecciata contro i “politicamente corretti” (spesso seguita dal travisamento della parola in “buonista”, di cui Orwell sarebbe stato fiero). Ecco una riflessione per tutti coloro che pensano con ciò di formulare un'argomentazione: siamo tutti politicamente corretti e qualche volta è una buona cosa.

Il termine è usato spesso in senso negativo, per lo più da persone con orientamento conservatore (similmente alla parola conservatore per la sinistra, tra parentesi). Normalmente, il termine non viene veramente definito, ma messo in campo con un lunga serie di sottintesi. Perciò vi prego di prendere atto di ciò che la parola non significa: non è il divieto di pensare o parlare. Le infrazioni ai divieti vengono perseguite a norma di legge. Si tratta di una norma sociale che può essere ignorata, con le relative conseguenze. Proprio il fatto che la critica alla correttezza politica, che rende impossibile una discussione, riaffiora sempre, dimostra invece che queste discussioni hanno e possono sempre aver luogo.

Avevo inizialmente detto che la critica viene spesso da un particolare settore politico. Perciò il termine viene adoperato solo in relazione a temi specifici. Tuttavia anche in questi ambienti ci sono le mucche sacre della politica, che è politicamente molto scorretto macellare anche solo verbalmente (io, per esempio, non consiglierei di proporre il divieto di mettere il crocifisso, se si vuole fare carriera nella CSU o di adoperarsi, in una riunione di partito della FDP, per aumentare le imposte sulle piccole e medie imprese). In linea di principio è la stessa cosa, ma non viene etichettata come correttezza politica.

Quindi, se non soffrite di manie di persecuzione e non pensate che la società sia tutta sotto la spada di Damocle della sinistra (no, in realtà in questo momento in gran parte d'Europa non è al potere), dovete riconoscere che anche voi, come tutti gli altri, siete interessati alla creazione di tali norme. Forse la norma non vi sta bene perché avete una posizione di minoranza. Allora sarebbe naturale porsi il problema di come, in una democrazia, si possa avere il diritto di imporre agli altri i propri limiti.

La critica che qualcuno sarebbe schiavo della correttezza politica serve spesso a distinguere (senza nessuna motivazione) un gruppo che rappresenta un parere diverso. Ha l’ulteriore vantaggio di consentire di dipingere colui che presumibilmente infrange un tabù come un martire: un solitario David contro una falange intera di Golia politicamente corretti. Che tuttavia in realtà spesso è un Don Chisciotte che vede giganti laddove ci sono mulini a vento.

Last but not least - ultima cosa, ma non meno importante - siamo tutti politicamente corretti e questa è una buona cosa. Le differenze per lo più sono relative ai confini. Le parole possono essere utilizzate per creare una realtà. Per una buona ragione, non è 'politicamente corretto' parlare di negri oppure dire che 'gli ebrei sono avidi’. Tali termini e dichiarazioni irresponsabili sono volti esclusivamente a emarginare e discriminare interi gruppi. Un po' meno estremo ma altrettanto importante: se si parla solo di segretarie e fisici, Lisetta crescerà sapendo che ci sono alcune professioni per le quali lei è più o meno adatta di suo fratello Carletto.

Ora ognuno ha un'idea diversa su dove debbano essere tracciati i confini. Ma finché non è vietato, ma solo malvisto, dire ciò che si pensa, bisogna semplicemente lanciarsi nella discussione. A volte bisogna infrangerli, i tabù. Non ho problemi a farlo e credo che dobbiamo fare tutto quello che è possibile. A volte le persone si nascondono dietro la violazione di tabù per non dover avere discussioni. Coloro che infrangono i tabù devono rendersi conto che saranno attaccati per questo. Quindi, smettiamola di lamentarci e vi prego di non considerare la correttezza politica come una critica. Siamo tutti politicamente corretti, solo le priorità sono diverse.

Nota dei redattori:
1 Un'allusione al referendum svizzero, tenutosi nel novembre 2009. La maggioranza era a favore del divieto di costruire minareti.
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[...] Viva il “politically correct”! 23/09/2010 tags: antropologia sociale, discriminazioni, politically correct, tabu' di eloisa Post originariamente pubblicato dal blogger tedesco Ali Arbia, Zoon Politikon e tradotto da Wikio.it. [...]
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[...] Zoon Politikon lesen Dieser Artikel wurde von E-Blogs auf Französisch, Spanisch, Englisch und Italienisch übersetzt. Haben Sie eine Bemerkung zu der Übersetzung? Schreiben Sie uns: [...]
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