Approfittiamo della crisi, ripensiamo il lavoro
[caption id="attachment_4976" align="aligncenter" width="472" caption="Breaker Boys (cc)"]
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È da mesi che si parla di “cambiare il modello produttivo”. L’abbiamo sentito alla radio, in televisione, lo leggiamo sui giornali, lo menzioniamo ripetutamente nei nostri blog…Ne abbiamo parlato così tanto che non so se mi è chiaro cosa vogliamo cambiare, pertanto cercherò di essere meno ambizioso e mi limiterò a (ri)pensare ad alcuni aspetti del lavoro, al di là di quel sogno di lavorare per Google.
È possibile continuare a leggere questo articolo in Spagnolo sul blog di Antonio Cartier
[/caption]È da mesi che si parla di “cambiare il modello produttivo”. L’abbiamo sentito alla radio, in televisione, lo leggiamo sui giornali, lo menzioniamo ripetutamente nei nostri blog…Ne abbiamo parlato così tanto che non so se mi è chiaro cosa vogliamo cambiare, pertanto cercherò di essere meno ambizioso e mi limiterò a (ri)pensare ad alcuni aspetti del lavoro, al di là di quel sogno di lavorare per Google.
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- Giornata lavorativa: Praticamente tutti i posti di lavoro esistenti ed in offerta parlano di 8 ore al giorno. È veramente necessario? È lo stesso fare per 8 ore un lavoro di tipo fisico piuttosto che uno di tipo intellettuale? Non presentano i due lavori diversi tipi di stanchezza (fisico uno, intellettuale l’altro)? Se ogni lavoro è un mondo a sé, la giornata lavorativa non dovrebbe avere in tutti i casi la stessa durata.
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- Produttività: E a parte il fatto delle ore, lavorano tutti i lavoratori con la stessa intensità? Se un lavoratore è in grado di realizzare X lavoro durante la sua giornata e un altro è in grado di realizzare 2 volte X, non dovrebbe il secondo lavorare la metà per produrre ciò che gli viene richiesto, cioè X?
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- Orario: Per una questione di uniformità (immagino) abbiamo deciso che tutte le aziende, tutte le attività e, di conseguenza, tutti i lavoratori, entrino ed escano dal lavoro praticamente alla stessa ora. Ciò fa sì che, in particolare nelle grandi città, si verifichino code infinite sulle strade e ci troviamo costretti a viaggiare stipati nella metropolitana o sull’autobus. È vero che è possibile migliorare di gran lunga i trasporti pubblici, ma è proprio necessario che tutti abbiano lo stesso orario? Non parlo di tutte le aziende, ma sicuramente alcune potrebbero, per esempio, stabilire come orario di entrata le 10-10.30 del mattino. A quell’ora la circolazione è molto più fluida e i suoi lavoratori risparmieranno tempo e denaro. Inoltre, se lo facessero in molti, le code in parte si ridurrebbero.
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È possibile continuare a leggere questo articolo in Spagnolo sul blog di Antonio Cartier
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