Web: Linz, prima città Open Source in Europa
[caption id="attachment_5022" align="alignnone" width="444" caption="Liberation of Consciousness, di H. Koppdelaney (cc)"]
[/caption]
Stefan Mz recentemente è stato scettico sull’uso inflazionato della parola Commons, così ecco un caso similmente ambiguo, che però a me sembra molto interessante:
Prenderà piede l’idea che Commons significa anche preparare le persone ad agire come una comunità e a mantenere e sviluppare nel tempo le infrastrutture in modo duraturo? Oppure i “Commons” saranno solo una soluzione rapida che comunque appare chiara ed evidente a tutti e funziona da sola?
Un’iniziativa da osservare nel lungo periodo. E non solo questo. È necessario anche testare e mettere alla prova questo progetto.
Tutte le citazioni da Pro.Linux.de
[/caption]Stefan Mz recentemente è stato scettico sull’uso inflazionato della parola Commons, così ecco un caso similmente ambiguo, che però a me sembra molto interessante:
"La città austriaca di Linz ha lanciato un'iniziativa per diventare la prima ‘regione open-commons’ in Europa. L'iniziativa intende incoraggiare l'uso di dati, software, materiali per l’insegnamento e l’ apprendimento liberamente accessibili o di altri contenuti digitali memorizzati dei cosiddetti ‘Open Commons’ (beni comuni) e la loro diffusione elettronica. Linz era già stata all’avanguardia prendendo provvedimenti pionieristici per avvicinare i cittadini a Internet: dal 2005 è in corso l'iniziativa Hotspot, che ad oggi ha permesso la realizzazione in Austria di 118 hotspot per l'accesso gratuito a Internet. Inoltre, per ogni cittadino sono disponibili uno spazio web e una casella di posta elettronica personale sui server della città e dei programmi per la pubblicazione non commerciale di contenuti su Internet."
"L'area open commons di Linz servirà sia per soddisfare le necessità pubbliche sia per portare stimoli economici. L’iniziativa va oltre "le regioni open source" che già esistono a Berlino, Norimberga, Vienna e Stoccarda, poiché mette in evidenza che, quantomeno, i Commons (beni comuni) sono tanto forti quanto il software libero. Sono in programma collaborazioni con le altre regioni per sfruttare la loro esperienza".
Prenderà piede l’idea che Commons significa anche preparare le persone ad agire come una comunità e a mantenere e sviluppare nel tempo le infrastrutture in modo duraturo? Oppure i “Commons” saranno solo una soluzione rapida che comunque appare chiara ed evidente a tutti e funziona da sola?
"L'iniziativa ha lo scopo di ridurre i costi, evitare la dipendenza, promuovere iniziative personali, rafforzare l'economia, creare valore, creare trasparenza e stabilire la certezza del diritto. 'Non è più possibile immaginare la nostra società senza gli Open Commons, i beni comuni immateriali del 21° Secolo. Ci sono valide ragioni tecniche, economiche, culturali e sociali', scrivono i promotori dell’iniziativa, che confidano nella partecipazione di tutti i gruppi sociali. 'Si prevede che saranno presto disponibili risultati che non sarebbero raggiungibili in modo convenzionale.'
Un’iniziativa da osservare nel lungo periodo. E non solo questo. È necessario anche testare e mettere alla prova questo progetto.
Tutte le citazioni da Pro.Linux.de
Pubblicità