Le compagnie telefoniche spagnole assaltano il Web
[caption id="attachment_6163" align="aligncenter" width="523" caption="Mappa d' lnternet. Foto di Jurvetson/Flickr. Licencia CC"]
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[caption id="attachment_6172" align="alignright" width="388" caption=""Mockup" di quello che sarebbe la fine della Neutralità della Rete. Foto di believekevin/Flickr. Licencia CC"]
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Ma l’arrivo della seconda rivoluzione, quella dell' Internet Mobile, si è rivelata una grande opportunità per rimettere ogni cosa al suo posto. Al tavolo dei negoziati, compagnie telefoniche, mezzi di comunicazione e produttori di contenuti.
Le compagnie telefoniche sembrano essere le più preparate. Mentre i media piangono per i lettori e la pubblicità in calo costante ed i produttori di contenuti aspettano la loro opportunità, magari litigando pure tra loro ( Murdoch contro Google, per fare un esempio), le compagnie telefoniche continuano a muoversi. Hanno già annunciato le basi della loro riforma: una rete non neutrale (si paga a seconda dei servizi), la fine della tariffa piana (si paga a seconda del consumo).
Ma questo è solo l’inizio dello sbarco. Stanche si servire da intermediarie tra fabbricanti e clienti (iPhone distribuito in esclusiva da Movistar), cominceranno a fabbricare dispositivi e sistemi operativi propri : meno soci, meno problemi e, dal canto suo, Facebook sembra essere d’accordo. Si è già stancato di adattare i sistemi operativi alle proprie strategie (Android è libero ed aperto, ma il telefonino che compri no).
Finita la festa delle reti telefoniche ( fisse e, molto presto, anche mobili; un mercato ai limiti del collasso), le compagnie telefoniche cercano di aumentare la proprie competenze: fabbricanti e venditori. E' già nata la piattaforma WAC/ JIL, formata da compagnie quali Vodafone, Telefónica, AT&T e China Mobile, per la creazione di software e per competere contro iOS, Android o Nokia.
E attenzione, che magari molto presto cominceranno anche a distribuire contenuti. L’acquisto di Tuenti, da parte di Telefónica è solo un sintomo.
[/caption]La rete è nata ai margini delle grandi corporazioni: un esperimento militare che è poi diventato una struttura di comunicazione d’ambito accademico. Fino a quando non è arrivata la grande esplosione di utenti e le compagnie telefoniche hanno capito che il loro destino sarebbe stato quello di servire da “autostrade dell’informazione digitale” del XXI Secolo. Un ruolo che gli è sempre andato stretto, abituate com’erano a lavorare in condizioni di monopolio quasi totale.
[caption id="attachment_6172" align="alignright" width="388" caption=""Mockup" di quello che sarebbe la fine della Neutralità della Rete. Foto di believekevin/Flickr. Licencia CC"]
[/caption]Ma l’arrivo della seconda rivoluzione, quella dell' Internet Mobile, si è rivelata una grande opportunità per rimettere ogni cosa al suo posto. Al tavolo dei negoziati, compagnie telefoniche, mezzi di comunicazione e produttori di contenuti.
Le compagnie telefoniche sembrano essere le più preparate. Mentre i media piangono per i lettori e la pubblicità in calo costante ed i produttori di contenuti aspettano la loro opportunità, magari litigando pure tra loro ( Murdoch contro Google, per fare un esempio), le compagnie telefoniche continuano a muoversi. Hanno già annunciato le basi della loro riforma: una rete non neutrale (si paga a seconda dei servizi), la fine della tariffa piana (si paga a seconda del consumo).
Ma questo è solo l’inizio dello sbarco. Stanche si servire da intermediarie tra fabbricanti e clienti (iPhone distribuito in esclusiva da Movistar), cominceranno a fabbricare dispositivi e sistemi operativi propri : meno soci, meno problemi e, dal canto suo, Facebook sembra essere d’accordo. Si è già stancato di adattare i sistemi operativi alle proprie strategie (Android è libero ed aperto, ma il telefonino che compri no).
Finita la festa delle reti telefoniche ( fisse e, molto presto, anche mobili; un mercato ai limiti del collasso), le compagnie telefoniche cercano di aumentare la proprie competenze: fabbricanti e venditori. E' già nata la piattaforma WAC/ JIL, formata da compagnie quali Vodafone, Telefónica, AT&T e China Mobile, per la creazione di software e per competere contro iOS, Android o Nokia.
E attenzione, che magari molto presto cominceranno anche a distribuire contenuti. L’acquisto di Tuenti, da parte di Telefónica è solo un sintomo.
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