Elogio del giallo

Pubblicato il da admin


C'è giallo e giallo, naturalmente. Ma io parlo proprio di quelli fatti solo di un assassinio, una caccia e la scoperta del colpevole. Nessuna ambizione letteraria, solo una trama, fatta di mistero, brivido e svelamento. Brutali, in un certo senso. Ci sono circostanze della vita in cui io li consumo come una droga. Quelli Mondadori si leggono in un paio d'ore. Due ore di anestesia totale.
Poiché non me ne resta niente il loro prezzo mi sembra sempre troppo alto. Ma non si lesina sui medicinali.

Comunque esistono negozietti specializzati in vecchi gialli venduti a metà prezzo che passano di mano in mano da trenta, quarant'anni. Infatti è possibile riportarli, vederseli valutare e prenderne altri in cambio. Sono frequentati da collezionisti appassionati del genere e, suppongo, da gente come me che va in cerca della potente forma di risucchio mentale, senza rischio di riflessione, che solo i gialli-gialli garantiscono. Quello che ne fa un'arma vincente contro l'ansia è la loro capacità di impedire ogni identificazione con i personaggi. Questi sono semplici caratterizzazioni. I loro sentimenti sono stereotipati, impersonano un vizio o una passione senza mai suscitarla. Sono maschere e non ci toccano. La lettura non attiva nessun meccanismo che possa farci penare o gioire con loro. Ci attacchiamo alla trama e quella ci porta con sé sottraendoci a noi stessi e alle nostre trame. Bisogna però avere l'accortezza di scartare i grandi classici, i maestri del giallo, quelli che al brivido sanno dare un'anima. Questi vanno evitati come la peste. Grande invenzione i gialli-gialli.

Me ne comprerò una carrettata.

Scoprite qui il post di Marina in Inglese, in Francese e in Tedesco)
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