Iraq: quante vittime a seguito dell’invasione?

Pubblicato il da Rossella Cadeddu



[caption id="attachment_1238" align="alignright" width="320" caption="Foto: Karim Kadim/AP"][/caption]

Se le inchieste storiche sono un tentativo costante di correggere le approssimazioni affinchè siano più vicine alla realtà, allora ci stiamo avvicinando sempre più a un’idea concreta del numero di persone che morirono in Iraq a seguito dell’invasione condotta dagli USA nel 2003.

È un argomento di cui ho scritto molte volte, ma forse vale la pena di riproporre i punti salienti.

1. Sono stato critico con le autorità americane e britanniche per essersi rifiutati di affrontare la questione. Questo dimostra una mancanza di rispetto per la perdita di vite irachene; e consente anche alle stime errate più bizzarre di guadagnare credibilità presso le organizzazioni pubblicistiche serie.

2. Penso che fin troppe persone siano morte, il che è una accusa terribile , ma non per la decisone di invadere, quanto per non aver saputo preparare il seguito. Non sono d’accordo con coloro che si opponevano all’invasione, ma quelle 100.000-150.000 persone morte dovrebbero essere sufficienti a chiamarsi ragione senza dover esagerare moltiplicando per 10 il bilancio dei morti.

Due nuovi studi del Professor Michael Spagat del Dipartimento di Economia del Royal Holloway College gettano luce sul inconsistenza di due dei sondaggi più conosciuti che hanno prodotto stime esagerate.

Il primo è un articolo contenuto in Defence and Peace Economics (1) intitolato “Ethical And Data-Integrity Problems In The Second Lancet (2) Survey Of Mortality In Iraq” (“Problemi Etici e di Integrità dei Dati nel Secondo Sondaggio Lancet sulla Mortalità in Iraq”). Lo studio Lancet fa pensare a una “mortalità esagerata” nel corso dei tre anni successivi all’invasione di 601.000. Spagat conclude:
Questo lavoro prende in considerazione il secondo sondaggio Lancet sulla mortalità in Iraq pubblicato nell’Ottobre 2006. Esso presenta alcune prove che indicano delle violazioni di etica nei confronti dei partecipanti al sondaggio incluse la messa in pericolo, la violazione della privacy, e violazioni per ottenere il consenso informato. Le violazioni degli standard minimi di divulgazione prese in esame comprendono la non divulgazione del questionario del sondaggio, del modulo per l’inserimento dati, dei dati resi anonimi dagli intervistatori sull’identificazione delle famiglie e sullo schema di campionamento. Il lavoro presenta anche alcune prove relative alla fabbricazione e falsificazione dei dati, che ricadono in nove ampie categorie. Queste prove indicano che il sondaggio non può essere considerato un contributo valido e affidabile per la conoscenza delle dimensioni della mortalità in Iraq a partire dal 2003.

Il secondo studio di Spagat, un articolo scritto in collaborazione con Joshua Dougherty su Survey Research Methods (3), esamina le basi ancora più deboli su cui poggia un sondaggio di Opinion Research Business (ORB) (4) che indica un bilancio di morti pari ad un milione.
Confrontando 3 sondaggi ORB, abbiamo scoperto importanti irregolarità nei dati ORB sulla mortalità in quattro governatorati centrali iracheni che annoverano più dell’80% delle morti stimate. Questi controlli interni sulla validità indicano che i dati ORB sulla mortalità non sono credibili e fanno pensare a stime molto minori rispetto a quelle pubblicate da ORB. Abbiamo anche analizzato un numero di fonti di errori specifici nel sondaggio. Gli errori sistematici, che includono errori di mancata copertura e di misurazione, per lo più indicano una sovrastima. Anche gli errori variabili sono sostanziali, ma sono difficili da quantificare in parte a causa di una divulgazione incompleta dei dettagli metodologici da parte di ORB. I controlli di validità esterni, che includono i confronti con due sondaggi molto più estesi e di qualità molto superiore, rafforza le conclusioni che ORB ha sovrastimato il numero di persone uccise in Iraq con un margine molto ampio.

(È possibile scaricare un pdf con gli scambi di vedute tra Johnny Heald, managing director di ORB, e Spagat e Dougherty qui)

Fortunatamente, le stime di ORB sono state raramente considerate credibili dalle organizzazioni pubblicistiche responsabili, sebbene ignoranti e  fanatici continuino a diffonderle ampiamente.

(1) Bimestrale britannico, tratta tutti gli aspetti dell'economia della difesa, del disarmo e della pace
(2) Prestigiosa rivista medica
(3) Rivista scientifica che si occupa dei problemi relativi alla progettazione, implementazione e analisi dei sondaggi (pubblicata solo online)
(4) Società privata che effettua sondaggi con sede a Londra.
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