L'Europa sarà presto sotto "protettorato" della Cina e degli Stati Uniti (se rimane tutto tale e quale)

Pubblicato il da Sara Gianfelici


(A Gand) "La Francia sa animare il dibattito". Alla riunione informale dei Ministri della Difesa, questa massima è stata rispettata. Tra una riunione e l'altra, Hervé Morin, infatti, è venuto a confidare ad alcuni giornalisti - in una delle cripte dell'Abbazia di Saint Pierre - gli elementi principali che gli starebbero a cuore nei suoi dialoghi con i Ministri. Durante questo incontro non ha nascosto una certa delusione di fronte alla mancanza di ambizione europea. "Un'ambizione che non è (solamente) la somma delle ambizioni degli Stati", precisa. Ma soprattutto, avverte: attenzione a non perdersi questa evoluzione, se no passaremo sotto un "condominio" cino-americano. Al di là delle lacune di budget e di capacità, il Ministro ha anche voluto tratteggiare i contorni di una evoluzione futura, a cominciare dall'Africa o dalla lotta antiterrorismo.

Dov'è l'ambizione europea?



Hervé Morin: "Gli Stati membri hanno rinunciato, per la maggior parte, all'ambizione che gli Europei abbiano uno strumento militare che permetta loro di esercitare un certo peso sulle questioni mondiali. Stando al ritmo attuale, l'Europa diventerà progressivamente un protettorato, tra 50 anni diventeremo il gioco di equilibrismo di nuove potenze e saremo sotto un 'condominio' (territorio sul quale più Stati esercitano la loro autorità) cino-americano. (Oggi) tutti i Paesi nel mondo si riarmano, mentre gli Stati Europei procedono a nuove riduzioni di budget (su) dei budget europei già molto deboli in numerosi Paesi. La questione delle capacità europee già estremamente deboli è innanzitutto una questione politica: gli Europei vogliono essere degli attori sulla scena internazionale, o vogliono essere gli attori di una sceneggiatura che non scrivono?

Una vera analisi delle cooperazioni possibili



"Bisogna fare una vera analisi delle capacità su cui ogni Paese membro mantiene la propria sovranità, oppure quelle con cui possiamo avere una collaborazione, un'aiuto reciproco e quelle per le quali accettiamo che siano in interdipendenza - ciò che facciamo in bilaterale franco-tedesca o franco-britannica."

Secondo il Ministro francese, i terreni sui quali la cooperazione è possibile sono: "Il trasporto, i rifornitori, la logistica, la formazione, la manutenzione, l'addestramento... Le possibilità non mancano. Ma ci vuole un impulso, un'energia."



L’Africa, terreno privilegiato dell'Europa

"L’Europa ha una responsabilità tutta particolare, specie in Africa. E' evidente che sia una zona in cui la NATO non può intervenire. Tenuto conto della nostra vicinanza anche geografica (a qualche chilometro dal continente europeo), abbiamo una responsabilità particolare legata alla storia di molti dei nostri Paesi. Se è vero che esiste un'ambizione che l'Europa deve portare avanti, essa è l'emergenza di un'architettura di pace e di sicurezza. (…) Bisogna valutare e approfondire, eventualmente correggere certe azioni. In concreto ciò significa vedere, sulla missione Atalanta come sulla Somalia, ciò che dobbiamo fare di più, o che dobbiamo fare meglio: come facciamo a far giudicare i pirati e a farli condannare? Sono ormai due anni che aspettiamo la costituzione di tribunali con capacità penitenziarie supplementari.

"L'Europa non può neppure essere assente da un soggetto di capitale importanza che è attualmente la sola minaccia, la minaccia dello sviluppo del terrorismo in Africa.

"Siamo qualificati più di chiunque altro per questa operazione sul continente africano. L’Europa dispone dell'insieme degli strumenti e in particolare di una importante politica di aiuto per lo sviluppo (l’Europa fornisce la metà degli aiuti per lo sviluppo nel mondo). Possiamo avere delle vere e proprie sinergie, delle complementarità, tra le nostre missioni militari e le nostre azioni civili, grazie al ventaglio di possibilità e di strumenti di cui beneficia l'Unione Europea (servizio diplomatico, servizio giuridico, ecc.).

La volontà, la Signora Ashton deve metterci la volontà

"Tutto ciò si può fare solo se c'è una vlontà, un'energia, un'ambizione portata dall'Unione Europea tutta. Sta a Catherine Ashton (Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la [NdT: Politica di] Sicurezza), che ne è responsable, fare in modo di veicolare un'ambizione europea. Un'ambizione che non sia la somma delle ambizioni degli Stati. L'interesse collettivo europeo è un'altra cosa, è una trascendenza. Sta alla Signora Ashton portare questa ambizione, riunire gli Stati attorno a un tavolo tante volte quante sarà necessario e costruire queste capacità comuni. Non lo si farà sempre tutti e 27, perché non tutti portiamo avanti le stesse ambizioni".

Criticata l’Agenzia europea della Difesa?



"Il processo all'Agenzia europea della difesa: che si fanno poche cose, che è un processo che merita di essere misurato col metro del budget dell'agenzia. Il budget è di 30 milioni di Euro. Come volete, con 30 milioni, essere forieri di un'ambizione industriale maggiore? La Francia da sola devolve 700 milioni di Euro agli studi preventivi e 1,5 miliardi di Euro. Come è possibile rimproverare di mancare di pragmatismo ad un'Agenzia che ha 20 volte meno del nostro budget nazionale, se non le si forniscono i mezzi!? (...) Anche l'agenzia è sotto l'autorità della Signora Ashton. Sta a lei, dare un impulso. E alle autorità europee il portare avanti questa ambizione..."



Che ne è della cooperazione strutturata permanente?

"Questo argomento non è stato affrontato. Ma il dilemma è sempre lo stesso: quale ambizione? Se è per appartenere a un club, non sono sicuro che la cosa porti per forza molto lontano. Se si tratta di una cooperazione strutturata permanente che sia di raggruppamento di Paesi sostenitori di questa ambizione di essere un'avanguardia; sì, allora la cosa è interessante.

E un esercito europeo?

"Ci vorrebbe un potere politico europeo…"
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