L'uso di ansiolitici o ipnotici e la mortalità

Pubblicato il da Margherita Guastamacchia



L’uso cronico di benzodiazepine (ansiolitici ed ipnotici) è ampiamente diffuso nella popolazione, grazie anche alla complicità dei medici che li prescrivono. L’approccio ai problemi di ansietà, insonnia, insoddisfazione, frustrazione ecc., è estremamente complesso e richiede un grande impegno e quindi diventa impossibile realizzarlo nel modo ideale durante le sedute mediche, cosa che comporta una frequente prescrizione di farmaci.

La richiesta da parte dei pazienti di soluzioni rapide ed efficaci porta, generalmente, all’uso di farmaci come risposta consueta. La loro efficienza a breve termine è indubbia, ma proprio questa caratteristica potrebbe essere la porta per il mantenimento a lungo termine della medicazione. L’uso prolungato genera dipendenza e il passo per trasformarsi in un trattamento a tempo indeterminato è breve. Separare il paziente dal farmaco può risultare un compito difficile. Due anni fa è stato pubblicato un articolo eccellente su come realizzare la disintossicazione durante una seduta.

Un recente studio effettuato in Canada sulla popolazione e pubblicato dal Canadian Journal of Psychiatry evidenzia, con i dovuti limiti riconosciuti all’interno dello studio stesso, come l’uso prolungato di benzodiazepine, dopo aver corretto numerosi fattori di confusione, implica una Odds Ratio [NdR: il rapporto tra la frequenza di un evento in un gruppo di pazienti rispetto alla frequenza dello stesso evento in un gruppo di pazienti di controllo] d’incremento del rischio della mortalità del 1,36 (95% IC da 1,09 a 1,70). In Canada circa il 4% della popolazione fa uso di benzodiazepine, raggiungendo una percentuale del 20% tra gli anziani che consumano ipnotici. I rischi associati di cadute ed incidenti sono già noti. Un campione di 14.117 persone tra i 18 ed i 102 anni è stato monitorato ogni due anni tra il 1994 ed il 2007 sull’uso d’ansiolitici, ipnotici e mortalità.

Nei pazienti che informavano l’uso di benzodiazepine nel mese precedente al controllo, la Odds Ratio di mortalità era 3,22 volte maggiore (95% IC da 2,70 a 3,84) rispetto a quelli che non lo facevano. Dopo aver eliminato fattori di confusione sociodemografici, stile di vita, malattie compresa la depressione, la Odds Ratio si è mantenuta comunque significativamente al 1,36 (95% IC da 1,09 a 1,70).

La decisione di prescrivere un ansiolitico od un ipnotico implica una grande responsabilità

Spesso ho l’impressione che il paziente stesso non sia consapevole delle possibili conseguenze di un trattamento prolungato, nonostante gli vengano spiegate. Le soluzioni rapide non esistono, quando i problemi sono complessi. E le consulenze mediche, tutte e non solo quelle d’attenzione primaria, non devono trasformarsi in un’officina di riparazione rapida di problemi di salute. Con un’Agenda di Qualità con caselle colorate per inserire il “calzascarpe” di ogni utente che pretenda di essere atteso e riaggiustato subito.
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