Libero accesso all'archivio web delle emittenti pubbliche!
[caption id="attachment_4337" align="alignnone" width="500" caption="Peter Boudgoust (a destra), presidente di ARD, ha criticato duramente la nuova legislazione. Foto: Mario Sixtus"]
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Il termine "depubblicare" ha tutte le carte per diventare il neologismo più brutto dell'anno. Mi riferisco in questo caso alla dodicesima convenzione statale [in Germania] sulla radiotelevisione che obbliga le emittenti pubbliche a mettere offline i contenuti prodotti con il nostro canone. Ne avevo già parlato qui. Con depub.org parte ora un progetto di archiviazione, per il momento limitato alle pagine di tagesschau.de (il telegiornale di ARD), che rende di nuovo accessibili i contenuti pubblicati in rete e successivamente rimossi.
Un archivio dei testi apparsi su tagesschau.de dal 1999 al 2010 era già reperibile in rete, ma sotto forma di file XML. Il nuovo portale depub.org vuole appunto agevolarne la fruizione. Al momento il sito è ancora piuttosto grezzo, ma si sta lavorando all'ottimizzazione dei criteri di ricerca, alla pulizia di un archivio (ovvero l'eliminazione di micro aggiornamenti, link video, ecc.) che per ora ammonta a 270.000 articoli, nonché all'aggiornamento automatico.
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Particolarmente interessanti sono, a mio parere, i risvolti legali. Dato che non si tratta di contenuti di terzi, bensì esclusivamente di testi prodotti da tageschau.de, i diritti appartengono a ARD. Finché il gruppo radiotelevisivo non si farà sentire (e visto che la depubblicazione sembra non piacere nemmeno a loro...), depub.org non dovebbe avere problemi legali. Il mondo va proprio alla rovescia: lo Stato chiede un sacco di soldi al cittadino per potergli fornire una razione base di contenuti mediatici non commerciali e poi lo stesso cittadino è costretto a investire tempo e ancora soldi propri per archiviare questi contenuti pubblici e renderli nuovamente accessibili.
Ovviamente depub.org non vuole limitarsi a lavorare su tagesschau.de. Il portale è intenzionato a mettere al sicuro, in un prossimo futuro, anche i contenuti depubblicati di altre emittenti pubbliche; addirittura parte delle loro mediateche. A questo punto avrei solo una richiesta da fare ai tipi di depub.org: aggiungete un pulsante Flattr!
[via Netzpolitik.org]
Update: NDR, affiliata di ARD, ha annunciato di voler "avviare azioni legali" contro Depub.org.
[/caption]Il termine "depubblicare" ha tutte le carte per diventare il neologismo più brutto dell'anno. Mi riferisco in questo caso alla dodicesima convenzione statale [in Germania] sulla radiotelevisione che obbliga le emittenti pubbliche a mettere offline i contenuti prodotti con il nostro canone. Ne avevo già parlato qui. Con depub.org parte ora un progetto di archiviazione, per il momento limitato alle pagine di tagesschau.de (il telegiornale di ARD), che rende di nuovo accessibili i contenuti pubblicati in rete e successivamente rimossi.
Un archivio dei testi apparsi su tagesschau.de dal 1999 al 2010 era già reperibile in rete, ma sotto forma di file XML. Il nuovo portale depub.org vuole appunto agevolarne la fruizione. Al momento il sito è ancora piuttosto grezzo, ma si sta lavorando all'ottimizzazione dei criteri di ricerca, alla pulizia di un archivio (ovvero l'eliminazione di micro aggiornamenti, link video, ecc.) che per ora ammonta a 270.000 articoli, nonché all'aggiornamento automatico.
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Particolarmente interessanti sono, a mio parere, i risvolti legali. Dato che non si tratta di contenuti di terzi, bensì esclusivamente di testi prodotti da tageschau.de, i diritti appartengono a ARD. Finché il gruppo radiotelevisivo non si farà sentire (e visto che la depubblicazione sembra non piacere nemmeno a loro...), depub.org non dovebbe avere problemi legali. Il mondo va proprio alla rovescia: lo Stato chiede un sacco di soldi al cittadino per potergli fornire una razione base di contenuti mediatici non commerciali e poi lo stesso cittadino è costretto a investire tempo e ancora soldi propri per archiviare questi contenuti pubblici e renderli nuovamente accessibili.
Ovviamente depub.org non vuole limitarsi a lavorare su tagesschau.de. Il portale è intenzionato a mettere al sicuro, in un prossimo futuro, anche i contenuti depubblicati di altre emittenti pubbliche; addirittura parte delle loro mediateche. A questo punto avrei solo una richiesta da fare ai tipi di depub.org: aggiungete un pulsante Flattr!
[via Netzpolitik.org]
Update: NDR, affiliata di ARD, ha annunciato di voler "avviare azioni legali" contro Depub.org.
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