La riunificazione tedesca e i semafori

Pubblicato il da Francesca Barca





Il 22 settembre 2010, durante una conferenza stampa, il Ministro degli Interni tedesco, Thomas de Mazière (Cdu) ha fatto il bilancio della riunificazione tedesca. Dopo circa vent'anni «dall'entrata della Repubblica Democratica tedesca (Rdt) all'interno delle leggi fondamentali della Repubblica Federale (Rft)», il risultato si può definire positivo, anche se non perfetto.



E non c'è miglior simbolo dei miglioramenti e degli sviluppi della Germania del famoso omino dei semafori.



Mentre il 3 ottobre (la data della commemorazione) si avvicina, la coalizione al potere mette in avanti i miglioramenti. Così ci fanno sapere che il tasso di disoccupazione all'Est si è abbassato e la differenza di stipendio tra Est e Ovest si sta attenuando. Ciononostante, molti asili e molte scuole non sono piu aperti tutto il giorno com'è e com'era sempre stato all'Ovest. Si tratta di un importante freno al lavoro femminile. Questo esempio è sintomatico del fatto che l'Ovest è spesso preso come norma.

È capitata la stessa cosa per quanto riguarda l'armonizzazione dei semafori

Una differenza tra Est e Ovest era rappresentata proprio dai diversi personaggio che indicavano, ai semafori, l'attraversamento ai passaggi pedonali. Alla metà degli anni Novanta venne presa la decisione di prendere come modelli quelli dell'Ovest, cosa che ha provocato l'immediata formazione di un comitato per salvare l’Ampelmännchen [l'omino sui semafori, ndt]. Un anno dopo il comitato è riuscito a bloccare la decisione del Governo e i due tipi di semaforo sono sopravvissuti. Così, l'omino con il cappello nelle sue due versioni – il verde che avanza deciso e il rosso che stende le braccia in orizzontale – restano sui semafori dell'Est. In segno di riconciliazione alcune città dell'Ovest l'hanno adottato agli incroci, mentre è ancora presente a Berlino-Ovest.

Dopo il recupero del brevetto, avvenuto con qualche conflitto, l'omino del semaforo è diventato anche un prodotto di marketing. Il simbolo è stato ripreso da un Tedesco dell'Ovest che, grazie all'aiuto di un designer, ne ha fatto un'azienda fiorente. Il loro depliant di presentazione è oggi disponibile anche in italiano (www.ampelmann.de/info_ampelmann_itl.pdf). L'omino con il cappello, carico di simboli, è oggi presente su diversi prodotti acquistati dai turisti e dai Tedeschi, presi dall'Ostalgie [nostalgie dell'Est, ndt]. Pare faccia concorrenza anche all'orso di Berlino, simbolo della capitale tedesca.

Ecco perché la storia di questo omino è un mezzo istruttivo e divertente per capire le frizioni e le poste in gioco di un atto politico di questo tenore. La prossima volta che ti trovi in Germania non dimenticare di guardarlo prima di attraversare!
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