Sesso, rum e crisi: un pioniere racconta gli inizi della New Economy
Di se stesso dice di essere “proprietario di un taglio di capelli che va alla grande”. Ma cosa c’è dietro questa pettinatura? In cosa crede il pubblicitario, blogger e scrittore Sascha Lobo che ha esercitato solo un paio di presunte professioni? Cosa lo sprona?
Il suo romanzo d’esordio „Strohfeuer” ci riporta alla New Economy, quando si potevano ancora guadagnare soldi con i semplici servizi di un browser o trafficando con i pixel su Photoshop 5.0.

I festini porno, le piste da ballo sospese e i blocchi di ghiaccio per i cocktail alti un metro – per tutti quelli nati dopo il 1980: al passaggio al nuovo millennio la New Economy è stata davvero così estrema, come la descrivi nel libro? O hai un po’ esagerato per amore del dramma?
Sì e no. In „Strohfeuer” ci sono molti più brani di pura fantasia di quanto forse si possa immaginare. Tutte le scene delle feste sono completamente inventate, eventuali somiglianze sono coincidenze, perché non ho voluto indagare, se esistevano davvero i blocchi di ghiaccio da un metro. D’altro canto però nelle cose decisive la New Economy è stata molto molto più estrema di come l’ho descritta. Si indaga su „met@box” o su Biodata, due aziende che avevano agito con astuzia sul nuovo mercato. Per contro, entrambi i protagonisti nel libro sono quasi ingenui – e c’era ancora di peggio. Tra l’altro la cosa è anche tragica, perché con la New Economy internet si è scontrato per la prima volta con la società tedesca. Molti atteggiamenti negativi derivano dalle perdite drammatiche di allora, ad esempio di molte case editrici e anche di persone private, che hanno perso i loro risparmi. La New Economy ha rovinato l’immagine di internet.
I collaboratori dell’agenzia pubblicitaria nel libro lavorano senza interruzione anche nel fine settimana (“come, di domenica vieni solo alle 11?) e si fanno liquidare gli straordinari con un invito a mangiare la pizza. Sei membro del comitato online della SPD, che era/è tradizionalmente vicino ai sindacati. Con la New Economy i sindacati, la SDP [partito di sinistra] hanno perso il contatto con i giovani Heiko Tänschels [protagonista del romanzo]?
Con l’indebolimento della New Economy, sono stato querelato da tre organizzazioni sindacali, perché abbiamo dovuto licenziare i dipendenti. E dico qui dovuto perché eravamo a un paio di settimane dal fallimento. Ho trovato così mediocre l’inflessibilità e la poca disponibilità a comunicare degli avvocati del sindacato, che, nel loro interesse, hanno spinto i collaboratori alle querele. D'altra parte, non è possibile che la tanto necessaria flessibilizzazione vada a scapito dei lavoratori ed è stato questo il caso durante la New Economy.
Però i contatti erano stati sicuramente persi già da prima, e dopo, anche e soprattutto dai sindacati, se si considera il loro rapporto con chi lavora in proprio e con i singoli imprenditori. Tuttavia, spero che i sindacati si schierino ancora più saldamente dalla parte della soluzione e non pongano in primo piano la loro ostinazione a soddisfare la loro clientela di lavoratori qualificati. L'SPD ha imboccato una strada migliore adesso, in quanto i partiti capiscono più rapidamente di quanto si crede ciò che la gente vuole. Ma non così velocemente come si spererebbe.
Alla fine del libro Stefan e Thorsten si incontrano per escogitare nuovi piani. Che cosa hai imparato personalmente dal crollo della New Economy? Che cosa faresti di diverso oggi rispetto a dieci anni fa?
Farei quasi tutto in modo diverso, tranne che l'entusiasmo con il quale allora si arrivava ai progetti. Mi manca già a volte, ma sembra che sia tornato da due o tre anni. Ho imparato che bisogna decidersi, soprattutto se si pensa di non avere altra scelta. E che la gente sta dietro a quelle situazioni da corsa all'oro, che difficilmente sono o vogliono essere istruttive. La New Economy è stata per molti versi un’avvisaglia della crisi finanziaria del 2008/2009.
Il suo romanzo d’esordio „Strohfeuer” ci riporta alla New Economy, quando si potevano ancora guadagnare soldi con i semplici servizi di un browser o trafficando con i pixel su Photoshop 5.0.

I festini porno, le piste da ballo sospese e i blocchi di ghiaccio per i cocktail alti un metro – per tutti quelli nati dopo il 1980: al passaggio al nuovo millennio la New Economy è stata davvero così estrema, come la descrivi nel libro? O hai un po’ esagerato per amore del dramma?
Sì e no. In „Strohfeuer” ci sono molti più brani di pura fantasia di quanto forse si possa immaginare. Tutte le scene delle feste sono completamente inventate, eventuali somiglianze sono coincidenze, perché non ho voluto indagare, se esistevano davvero i blocchi di ghiaccio da un metro. D’altro canto però nelle cose decisive la New Economy è stata molto molto più estrema di come l’ho descritta. Si indaga su „met@box” o su Biodata, due aziende che avevano agito con astuzia sul nuovo mercato. Per contro, entrambi i protagonisti nel libro sono quasi ingenui – e c’era ancora di peggio. Tra l’altro la cosa è anche tragica, perché con la New Economy internet si è scontrato per la prima volta con la società tedesca. Molti atteggiamenti negativi derivano dalle perdite drammatiche di allora, ad esempio di molte case editrici e anche di persone private, che hanno perso i loro risparmi. La New Economy ha rovinato l’immagine di internet.
I collaboratori dell’agenzia pubblicitaria nel libro lavorano senza interruzione anche nel fine settimana (“come, di domenica vieni solo alle 11?) e si fanno liquidare gli straordinari con un invito a mangiare la pizza. Sei membro del comitato online della SPD, che era/è tradizionalmente vicino ai sindacati. Con la New Economy i sindacati, la SDP [partito di sinistra] hanno perso il contatto con i giovani Heiko Tänschels [protagonista del romanzo]?
Con l’indebolimento della New Economy, sono stato querelato da tre organizzazioni sindacali, perché abbiamo dovuto licenziare i dipendenti. E dico qui dovuto perché eravamo a un paio di settimane dal fallimento. Ho trovato così mediocre l’inflessibilità e la poca disponibilità a comunicare degli avvocati del sindacato, che, nel loro interesse, hanno spinto i collaboratori alle querele. D'altra parte, non è possibile che la tanto necessaria flessibilizzazione vada a scapito dei lavoratori ed è stato questo il caso durante la New Economy.
Però i contatti erano stati sicuramente persi già da prima, e dopo, anche e soprattutto dai sindacati, se si considera il loro rapporto con chi lavora in proprio e con i singoli imprenditori. Tuttavia, spero che i sindacati si schierino ancora più saldamente dalla parte della soluzione e non pongano in primo piano la loro ostinazione a soddisfare la loro clientela di lavoratori qualificati. L'SPD ha imboccato una strada migliore adesso, in quanto i partiti capiscono più rapidamente di quanto si crede ciò che la gente vuole. Ma non così velocemente come si spererebbe.
Alla fine del libro Stefan e Thorsten si incontrano per escogitare nuovi piani. Che cosa hai imparato personalmente dal crollo della New Economy? Che cosa faresti di diverso oggi rispetto a dieci anni fa?
Farei quasi tutto in modo diverso, tranne che l'entusiasmo con il quale allora si arrivava ai progetti. Mi manca già a volte, ma sembra che sia tornato da due o tre anni. Ho imparato che bisogna decidersi, soprattutto se si pensa di non avere altra scelta. E che la gente sta dietro a quelle situazioni da corsa all'oro, che difficilmente sono o vogliono essere istruttive. La New Economy è stata per molti versi un’avvisaglia della crisi finanziaria del 2008/2009.
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