Le cose che ho dimenticato (o che forse non ho mai notato) degli Stati Uniti

Pubblicato il da Rossella Cadeddu




~ strade davvero ampie.

~ la tendenza delle hostess sulle linee aeree americane (delta in questo caso) a trattare chiunque come un bambino piccolo e un po’ tonto. aspettavo il mio turno per il bagno a bordo, quando la hostess si è girata a per spiegarmi quali fossero le porte delle toilette, come se non avessi mai visto un aereo prima.

~ l’intensità degli imballaggi di plastica su qualsiasi cosa.

~ i dolcificanti artificiali.

~ l’ubiquità dei piccoli centri commerciali. ci sono anche le aree bimbi nei piccoli centri commerciali.

~ sembra che tutti i ristoranti facciano parte di una catena di ristoranti.

~ auto enormi. moltissime.

~ i progetti delle auto che assomigliano alle macchine sono in realtà dei serbatoi travestiti da auto.

~ l’interno paradisiaco del gap. ( dove per fortuna si sono ricordati che il loro punto di forza è la felpa col cappuccio)

~ miglia, miglia e miglia di campi di granturco.

~ il volume altissimo e gli spot continui alla radio.

~ quanto è incredibilmente economico andare a mangiare fuori.

~ le persone che dicono costantemente “mi dispiace” e “scusa”. (ricorda che io vivo in un posto dove la gente ti passa sui piedi con il carrello della spesa e non dice una singola parola a riconoscimento della tua esistenza, figuriamoci per esprimere rimorso.)

~ stazioni di servizio che in realtà sono dei veri villaggi- snack (e dove, nel frattempo che sei lì, puoi comprarti una Jesus t-shirt.)

~ le lucciole nei fossati.

Ho scoperto di soffrire un pò di shock culturale. Sono mancata per quasi quattro anni e, o mi sono dimenticata tutta questa roba, oppure le cose sono cambiate veramente. comunque, non vedo nessun segno di commiato dagli enormi veicoli succhia-benzina, di conseguenza apparentemente in quell’area la crisi è durata poco. Tornerò a spifferarvi altre impressioni quando avrò un momento di pace.
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