Il mistero della pantera nera in Germania

Pubblicato il da Rossella Cadeddu

[caption id="attachment_6899" align="alignnone" width="576" caption="Foto: th.omas / Flickr / Licenza Creative Commons"][/caption]

[...] Le inquietanti pantere nere sono in realtà poco più che un mix tra un animale domestico fuggito / un gatto selvatico/ una lince, un equivoco e una diceria. Ma se “l’avvistamento di una pantera” viene quasi ufficialmente nobilitato se non altro dal trambusto, dai giornali e dalla polizia messi in moto per il presunto pericolo, allora neanche il contemporaneo più razionale sarà immune dal vedere in un grosso cane o gatto un predatore esotico. “Zitationszirkel”, il giro delle citazioni, si chiama in tedesco mediatico.

E allora come mai questo approccio oggettivo incontra così tanta resistenza da parte dei testimoni oculari?

La psicologa inglese Dr. Susan Blackmore spiega:
Le nostre percezioni sono poco più che ipotesi del nostro cervello. Questa interpretazione naturalmente non è facile da accettare. In fin dei conti tutti pensiamo di poter controllare i nostri pensieri e le nostre sensazioni. Sbagliato. Il cervello regola tutto da solo.”

A questo proposito abbiamo intervistato anche lo studioso delle attività percettive Dr. Rainer Wolf del comitato scientifico di GWUP:

Chi ha visto pantere, ufo, e yeti mente o dice stupidaggini?

No, né l'uno né l'altro. Solo che non si rendono conto che spesso non si può fare affidamento sui propri sensi, che ognuno di noi è continuamente soggetto a illusioni percettive.”

Perché non succede mai di scambiare un gatto per una "pantera" nel giardino di casa ?

In una zona molto familiare come il giardino si ha la possibilità di confrontare le dimensioni, possibilità che all’aperto può mancare, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione o oscurità."

Quale potrebbe essere la base psicologica della percezione dei numerosi avvistamenti di pantere negli ultimi due decenni in Germania?

La paura dei predatori è innata in noi tanto quanto quella per i fantasmi, e così si tende a vedere anche in questo caso quello che ci aspettiamo di vedere.”

Ma allora non si dovrebbe dubitare di tutto, anche ad esempio dell'esistenza della persona che è seduta di fronte a me?

Questo atteggiamento si chiama solipsismo. I solipsisti sostengono che non vi è nulla di reale nel mondo, tranne che se stessi - un estrema (iper-) reazione al realismo ingenuo che è ingannevole. [...]

NdE: Per chi ci crede...il sito "Salvate Paulchen"

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